Il diritto di morire, A Right to Die titolo originale, di Rex Stout, è il ventisettesimo romanzo con protagonista Nero Wolfe (e il suo inseparabile assistente/tutto fare Archie Goodwin).
Fu pubblicato per la prima volta nel 1964 dalla casa editrice Viking Press.
La prima edizione italiana risale al 1966, all’interno della collana “Il Giallo mondadori” di Arnoldo Mondadori Editore.
La mia copia è edita da BEAT (Bibliotaca Editori Associati di Tascabili) ed è una seconda edizione del 2020. La traduzione è di Laura Grimaldi, mentre l’introduzione (voi la leggete? Io sempre!) è di Sergio Romano.
Trovo che la grafica di queste copertine molto attrante, peccato per i due errori ortografici che una volta notati non riesco a smettere di guardare (uno sul retro).
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Il contesto
Il 1964, nella storia americana è un anno segnato da fortissime tensioni razziali, mobilitazioni di massa e violenze politiche.
Nello stesso anno della pubblicazione del romanzo, il presidente Lyndon B. Johnson, firma una delle più importanti leggi americane il Civil Rights Act. Con tale legge vengono proibite le discriminazioni basate su razza, colore, religione, sesso o origine sociale; viene abolita la segregazione nei luoghi pubblici e si apre la strada al Voting Rights Act del 1965.
In aggiunta i matrimoni misti, in molti stati americani, erano ancora illegali, almeno fino al 1967, quando furono legalizzati in tutto il paese grazie ad una sentenza.
Il contesto storico in questo preciso romanzo non è solo uno sfondo sul quale far vivere i personaggi, ma una scelta consapevole di Stout. Si percepisce chiaramente il periodo di transizione, qualcosa sta cambiando, ma non è ancora cambiato del tutto o per tutti.
Stout era un autore politicamente attento e in questo romanzo è chiaramente visibile la sua sensibilità su temi delicati e importanti.
Questo romanzo, leggendolo all’interno del suo contesto storico, diventa un commento sociale, con personaggi che rappresentano una nuova generazione afroamericana istruita e politicamente attiva e il movente dell’omicidio è strettamente legato alle tensioni dell’epoca.
Trama senza spoiler
Ci sono casi che Nero Wolfe non è solito accettare. Ci sono parcelle al di sotto delle quali lui non intende scendere. C’è un rituale giornaliero ad un ora specifica che Wolfe non interrompe per nessun motivo.
Tranne in questo libro.
Pur di saldare un debito con il passato Nero Wolfe accetta di aiutare un vecchio conoscente: Paul Whipple. L’uomo è preoccupato dal futuro matrimonio del figlio, un giovane attivista nero, e una bianca giovane ereditiera. Non conoscendo nulla della futura nuova, chiede all’investigatore di scoprire il possibile, su una donna che per lui non avrebbe mai potuto innamorarsi di una persona così diversa rispetto alla sua classe sociale.
Wolfe incarica il suo fido assistente Archie Goodwin di scoprire il possibile, ma dopo pochi giorni la situazione precipita. La donna viene assassinata e Dunbar, il figlio di Whipple, diventa il principale sospettato.
L’indagine si estende a tutto il CDC, Comitato per i Diritti Civili, alla famiglia della vittima, e ad alcuni professori che gravitavano nell’agenda della ragazza il suo fatidico ultimo giorno.
Dopo un paio di voli in aereo, qualche giorno di stallo, un secondo omicidio, chiacchierate con un collega investigatore e prese in giro di portieri di palazzo, Goodwin riesce a riportare le necessarie informazioni affinché Wolfe riesca a dirimere la matassa. Non ci sarebbe mai riuscito però senza l’aiuto dei dittonghi!
[…] Quella ragazza parlava sempre di diritti civili, aveva in mente solo i diritti civili, […]. Anche lei si era guadagnata un diritto, un solo diritto: il diritto di morire.
(Pagina 171)
Conclusioni
Personalmente ho trovato la lettura di “Il diritto di Morire” molto piacevole e scorrevole. Come tutti i libri di Stout che ho letto fino a questo momento.
Mi piacciono i battibecchi tra Goodwin e Nero Wolfe e mi fa sorridere il “malo modo” in cui trattano l’ispettore Cramer.
Lo fissai sbalordito. Uno dei miei compiti, forse il più importante, consiste nel pungolare Wolfe quando si adagia su un lavoro, e lui mi aveva incastrato.
(Pagina 124)
Mi fanno sorridere anche le trovate estemporanee di Goodwin quando ha a che fare con le persone: in questo caso ricordo di aver riso una volta arrivata al punto in cui “si fa passare” per muto pur di risparmiare tempo con un portiere di un palazzo. L’ho trovato geniale nella sua pigrizia.
Al di là di queste sciocchezze, ho trovato che Stout in questo libro abbia trattato un tema molto delicato magistralmente.
Ha utilizzato la sua trama per sviscerare le principali problematiche sociali della sua epoca. Non è un libro scritto per il solo intrattenimento, vuoto, utile solo a passare qualche ora rilassante.
Le tensioni sociali e la discriminazione razziale sono concetti ben leggibili all’interno dei dialoghi di ogni personaggio messo in scena. È un libro che fa pensare, fa riflettere e ti fa domandare “Davvero la pensavano così anni fa?”
Detto questo penso sia un libro che anche tra vent’anni possa essere considerato “attuale”, perché le angosce della società di quell’epoca, sono ancora vive e ben presenti anche ora (forse solo nascoste sotto ad un tappeto come si fa con la polvere).
Perché leggere Il diritto di morire
Come detto qualche riga fa perché “Il diritto di morire” può essere considerato relativamente attuale se letto attentamente. Perché è una lettura molto piacevole e scorrevole. Perché leggere Wolfe all’opera è sempre entusiasmante.
Mi vorrei soffermare sulla mia affermazione sull’attualità del libro. Da una parte per i temi sociali, di cui già vi ho scritto, ma in seconda battuta anche per un altro aspetto della nostra quotidianità:
[…] Secondo lui, ben presto saremmo diventati dei parassiti che vivono non alle spalle di altri esseri umani ma a quelle di vari meccanismi, l’ultima delle degradazioni. […]
(Pagina 124)
Chissà cosa avrebbe pensato Wolfe dell’Intelligenza Artificiale! Peccato non poterglielo chiedere.
Dove puoi trovare “ll diritto di morire“
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L’autore de “Il diritto di Morire”
Rex Todhunter Stout (Noblesville, 1º dicembre 1886 – Danbury, 27 ottobre 1975) è stato uno scrittore statunitense, dotato della capacità di integrare il giallo d’azione americano, con il giallo più intellettuale all’inglese. Ciò si riscontra nei sui personaggi più famosi Archie Goodwin e Nero Wolfe.
“Rex Stout ha applicato alla lettera le istruzioni di Conan Doyle, ma con tratti originali che rendono i suoi personaggi particolarmente attraenti”.
Sergio Romano – introduzione
Stout si distinse fin da piccolo: a tre anni lesse la Bibbia, a dieci tutti i libri del padre. A tredici era campione di ortografia in Kansas, poi servì nella Marina fino al 1908 sul Mayflower. Dopo il servizio, lavorò in vari ruoli tra diverse città americane, dall’amministrazione all’accoglienza turistica e vendita libri.
Nel 1912 iniziò a scrivere per riviste, ideando anche un sistema di risparmio bancario adottato in 400 città, che gli garantì viaggi e una vita agiata negli anni Venti. Si sposò due volte, ebbe due figlie, perse molti soldi nel martedì nero del 1929.
Debuttò con How Like a God e dal 1934, grazie a Fer de Lance, si dedicò ai romanzi gialli, pubblicando 42 volumi. Nel 1959 ricevette il Mystery Writers of America Grand Master. Dal 1979 esiste il Premio Nero Wolfe. Fu presidente delle principali associazioni letterarie statunitensi e membro dei Baker Street Irregulars. Scrisse anche come Evans Day. Al Boucheron 2000 la serie di Nero Wolfe è stata considerata la migliore del secolo e Stout nominato Miglior Giallista del Secolo.
Altre opere di Rex Stout
Altri romanzi con Nero Wolfe
- Fer-de-Lance (Fer-de-Lance), Farrar & Rinehart, 1934
- La lega degli uomini spaventati (The League of Frightened Men), Farrar & Rinehart, 1935
- La banda degli assassini / Sei per uno (The Rubber Band), Farrar & Rinehart, 1936
- La scatola rossa (The Red Box), Farrar & Rinehart, 1937
- Troppi cuochi (Too Many Cooks), Farrar & Rinehart, 1938
- Alibi di ferro / Alibi in salsa piccante (Some Buried Caesar), Farrar & Rinehart, 1939
- Nero Wolfe contro l’FBI (Over My Dead Body), Farrar & Rinehart, 1940
- Il testamento (Where There’s a Will), Farrar & Rinehart, 1940
- Le orchidee nere (Black Orchids), Viking Press, 1942
- Non abbastanza morta (Not Quite Dead Enough), Viking Press, 1944
- Il silenzio della morte (The Silent Speaker), Viking Press, 1946
- Troppe donne (Too Many Women), Viking Press, 1947
- Sii un villain (And Be a Villain), Viking Press, 1948
- Tre indizi fanno una prova (Trouble in Triplicate), Viking Press, 1949
- La seconda confessione (The Second Confession), Viking Press, 1949
- Anche i ricchi piangono / Famiglie perbene (In the Best Families), Viking Press, 1950
- Tre porte per la morte (Three Doors to Death), Viking Press, 1950
- Sipario per tre (Curtains for Three), Viking Press, 1951
- Assassinio su commissione (Murder by the Book), Viking Press, 1951
- La base dei prigionieri (Prisoner’s Base), Viking Press, 1952
- Tripla minaccia (Triple Jeopardy), Viking Press, 1952
- Il ragno d’oro (The Golden Spiders), Viking Press, 1953
- Il monte nero (The Black Mountain), Viking Press, 1954
- Tre uomini e un delitto (Three Men Out), Viking Press, 1954
- Prima di mezzanotte (Before Midnight), Viking Press, 1955
- Meglio essere morti (Might as Well Be Dead), Viking Press, 1956
- Tre testimoni (Three Witnesses), Viking Press, 1956
- Se la morte dormisse (If Death Ever Slept), Viking Press, 1957
- Tre per la sedia (Three for the Chair), Viking Press, 1957
- Quattro stagioni per un delitto (And Four to Go), Viking Press, 1958
- Champagne per uno (Champagne for One), Viking Press, 1958
- Trama e delitto (Plot It Yourself), Viking Press, 1959
- Tre al varco di Wolfe (Three at Wolfe’s Door), Viking Press, 1960
- Troppi clienti (Too Many Clients), Viking Press, 1960
- La deduzione finale (The Final Deduction), Viking Press, 1961
- Trinità del delitto (Homicide Trinity), Viking Press, 1962
- Gambetto di donna (Gambit), Viking Press, 1962
- La caccia alla madre (The Mother Hunt), Viking Press, 1963
- Trio per strumenti contundenti (Trio for Blunt Instruments), Viking Press, 1964
- Il diritto di morire (A Right to Die), Viking Press, 1964
- Suonò il campanello (The Doorbell Rang), Viking Press, 1965
- Morte di una doxy (Death of a Doxy), Viking Press, 1966
- La caccia al padre (The Father Hunt), Viking Press, 1968
- Morte di un cowboy (Death of a Dude), Viking Press, 1969
- Per favore, passa la colpa (Please Pass the Guilt), Viking Press, 1973
- Affare di famiglia (A Family Affair), Viking Press, 1975
Il diritto di morire – Scheda
| Autore | Rex Stout |
| Editore | BEAT |
| Traduzioni | Laura Grimaldi |
| Prima pubblicazione | 1964 |
| Lingua originale | Inglese |
| Numero di pagine | 175 (ma si leggono in 3 giorni) |
| Genere letterario | Giallo |
| Età consigliata | 16 + |
