Il XIX secolo continua sempre ad affascinare nonostante la vita sia radicalmente cambiata da allora. È visto come periodo di progresso tecnologico (anche oggi lo è), di fiducia nella scienza (vorrei tanto riportare il commento di prima) e di fame di avventura e dell’ignoto (ora abbiamo solo fame di gloria senza fatica).
Come potrebbero essere queste avventure al giorno d’oggi? Se vuoi giocare con me continua la lettura.
Viaggiamo nello spazio all’insegna della tecnologia e della precisione
“Il giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne è l’emblema del positivismo dell’Ottocento. Rappresenta l’uomo vittoriano, preciso al secondo e convinto di poter dominare il tempo grazie alla scienza moderna. Nella realtà del libro il mondo non è collegato perfettamente come da programmi, ma questo non scoraggia minimamente Phileas Fogg. Incurante, o ignaro, della realtà dei fatti, insieme al suo domestico curioso e pasticcione, parte per un giro del mondo. Il motivo? Una scommessa tra gentiluomini inglesi che rischia di ridurre considerevolmente il suo patrimonio.
Come potrebbe essere oggi “Il giro del mondo in 80 giorni?”
Quanti giorni sarebbero necessari oggi per girare il mondo?
Dopo 154 anni circa mi sento abbastanza sicura di indicare almeno la metà dei giorni, diciamo una quarantina. Se tentiamo di fare un’analisi un po’ più approfondita, considerando le medesime tappe e simili mezzi di trasporto e chiediamo aiuto a Gemini per fare prima, la risposta è questa tabella:
| Tratta | Tempo con Verne (1872) | Tempo Oggi (Treno / Nave) | Note Attuali |
| Londra – Brindisi | 3 giorni | ~1 giorno | TAV Eurostar + Frecciarossa |
| Brindisi – Suez – Mumbai | 13 giorni | ~10-12 giorni | Traghetti commerciali o navi da crociera |
| Mumbai – Kolkata | 3 giorni | ~1,5 giorni (~30 ore) | Linea ferroviaria indiana espressa |
| Kolkata – Hong Kong | 13 giorni | ~4-5 giorni | Cargo / nave commerciale o bus e treni via sud-est asiatico |
| Hong Kong – Yokohama | 6 giorni | ~3-4 giorni | Traghetto / nave da carico |
| Yokohama – San Francisco | 22 giorni | ~10-12 giorni | Transoceanica con portacontainer o nave da crociera |
| San Francisco – New York | 7 giorni | ~3,5 giorni (84 ore) | Treno Amtrak (California Zephyr + Lake Shore Limited) |
| New York – Londra | 9 giorni | ~7 giorni | Transatlantico Queen Mary 2 |
Quale sarebbe la sfida oggi?
Dubito fortemente che la sfida di oggi sarebbe una sfida tra galantuomini. Mi figuro un contest su un social a scelta del tipo: “Chi sarà il più veloce a fare il giro del mondo?”. La vittoria potrebbe essere sempre in denaro con l’aggiunta di “Onore e gloria” che potrebbe durare per almeno 10 giorni. La settimana dopo verrebbe tutto dimenticato per un contest successivo.
Similitudini con l’over-tourism degli ultimi anni
Una similitudine però la vedo nell’attenzione per il viaggio.
Mr Fogg non era in alcun modo interessato ai luoghi che visitava, l’importante era salire sul mezzo giusto al minuto esatto.
[…] Non viaggiava, descriveva una circonferenza. Era un corpo che tracciava un’orbita intorno al globo terrestre seguendo la legge della meccanica razionale.
Tratto da “Il giro del mondo in 80 giorni”
Non ti sembra la medesima attenzione che riservano i turisti nei giorni nostri? Persone il cui massimo interesse è quello di fotografarsi davanti a un monumento famoso e poi postare subito il risultato per dire: “Visto! Io questo l’ho visto!”
Conosco una persona che per due giorni di vacanza ha scattato 2.072 fotografie. Alle persone come lei vorrei dire “Un po’ meno Phileas Fogg e un po’ più Passepartout! Lui sì che sapeva come godersi il viaggio!”
Se vuoi scoprire altri dettagli sul “Giro del mondo in 80 giorni”, leggi la mia recensione sul blog!
Viaggiamo in luoghi inesplorati all’insegna dell’avventura
I racconti dei pirati hanno da sempre per noi un grande fascino, anche da adulti ammettiamolo. Ma sai da dove hanno avuto inizio?
“L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson è il capostipite di tutti i racconti pirateschi.
Chi non conosce il classico ritornello:
Quindici uomini sulla cassa del morto
Tratto da “L’isola del tesoro”
Yo-ho-ho, e una fiasca di rum!
Eccola l’età vittoriana al suo massimo splendore, dove il prestigio arriva dalle mete raggiunte e dai mari lontani solcati.
Quale potrebbe essere la meta oggi?
Molto difficile scoprirlo. Tutte le terre emerse, con poche eccezioni credo, sono state scoperte. Forse i fondali oceanici? Oppure Marte o lo spazio profondo? Chissà se le sonde che lasciano la Terra in questi anni si imbatteranno prima o poi in un pirata spaziale. Magari un Capitan Harlock!
La mappa del tesoro
Come potremmo tenere nascosta oggi una mappa verso una destinazione ignota? Potrebbe essere una chiavetta USB con una password, oppure un mistero che indichi le coordinate di un punto. Oppure ancora una carta cartacea con dell’inchiostro UV. Tra qualche decennio probabilmente anche le classiche mappe cartacee potrebbero diventare difficili da leggere per i meno avvezzi.
Un’idea più futuristica la possiamo avere guardando il film “Il pianeta del tesoro”, un film Disney che ha avuto meno fama di quella che merita, a mio parere.
I personaggi che amiamo e che amiamo odiare
Questo racconto ci regala nomi importanti, nomi che conosciamo fin da bambini e da adulti guardiamo con tenerezza. Che dire del giovane Jim Hawkins e della locanda “Ammiraglio Benbow”, oppure del fedele Dottor Livesey. Ma quello che scalda i cuori di tutti gli appassionati di pirati non è altro che l’ambiguo doppio-triplo-giochista di Long John Silver.
Ti affascinano i racconti di pirati? Recupera la mia recensione approfondita de L’isola del tesoro.
Viaggiamo verso l’ignoto e la curiosità scientifica
“Il mondo perduto” di Sir A. C. Doyle è ispirato alle esplorazioni di territori sconosciuti basando il viaggio su un caposaldo: la scienza può catalogare ogni mistero. La fiducia cieca nell’esplorazione scientifica, nei reperti e anche un po’ di avventura, sono gli ingredienti di questo romanzo d’altri tempi.
Come potrebbe essere oggi
I mondi persi hanno da sempre affascinato la curiosità umana, non serve immaginarsi un corrispettivo contemporaneo: è già stato fatto. Pensa a Jurassic Park!
I dinosauri attirano la nostra attenzione, ci piacciono. Non ha senso nasconderlo. Appena possiamo li infiliamo ovunque, anche in un film su un museo “Una notte al museo”. Persino nei cartoni animati, pensa all’“Era glaciale”. Pensa persino alla fantasia dei tuoi calzini!
Come sarebbe il viaggio oggi
Al giorno d’oggi probabilmente nessun uomo rischierebbe la vita per visitare un luogo inesplorato, presumo. Si potrebbero mandare droni termici o dei minisottomarini per le esplorazioni in profondità.
Il problema di oggi
Il Professor Challenger in questo libro viene trattato come un millantatore perché voleva convincere la comunità scientifica di un fatto impossibile: l’esistenza di uno pterodattilo. Oggi invece viviamo all’opposto: i millantatori non credono a fatti scientifici supportati da prove. Sembra di vivere in un mondo all’incontrario. Mi auguro che sempre più persone riscoprano la corsa verso la scoperta scientifica e il rispetto verso questa materia fondamentale per il nostro futuro.
Curioso di sapere come si comporta il Professor Challenger contro i dinosauri? Trovi tutto nella mia recensione de Il mondo perduto.
Tre modi diversi di riscoprire l’800
Che si tratti di sfidare il tempo al passo delle coincidenze, solcare i mari alla ricerca di un tesoro nascosto o scalare altopiani sperando di incontrare degli pterodattili, questi tre romanzi rappresentano appieno l’anima avventurosa dell’Ottocento.
“E tu, quale di questi tre modi di viaggiare nell’800 preferisci? Sali a bordo con Phileas Fogg, ti imbarchi con Jim Hawkins o segui il Professor Challenger nella giungla?”