Copertina del libro “Maigret si sbaglia” di Georges Simenon

Recensione: Maigret si sbaglia di Georges Simenon

Ci sono libri del commissario Maigret che ricordo anche dopo anni dalla lettura. Non è questo il caso. Anche ora, che sto cercando di riprendere le fila di questo racconto terminato da poco, fatico a ricordare.

Maigret si sbaglia” è stato scritto nel 1953 ed è il 43° della serie di Maigret, il famoso commissario parigino nato dalla penna di Georges Simenon.

La storia, come qualsiasi altra avventura del commissario, ti risucchia all’interno delle sue pagine. Stranamente però troviamo un Maigret reticente, che gira intorno all’indiziato principale e fa di tutto per evitarlo. Nemmeno lui sa perché.

Nelle prossime righe tenterò di spiegarti la sensazione di disagio del commissario, ma se nel frattempo vuoi farti un’idea puoi leggere le prime pagine di “Maigret si sbaglia” a questo link Amazon.

Titolo italianoMaigret si sbagliaTitolo originaleMaigret se trompe
AutoreGeorge Simenon
EditoreAdelphi edizioniCollanaLe inchieste di Maigret (#42)
Prima pubblicazione1953Numero43° serie canonica
Lingua originalefranceseTraduzioniBarbara Bertoni
Numero di pagine161Genere letterarioGiallo
Età consigliata16 anni (secondo me)

Nella società parigina ancora fortemente gerarchizzata degli anni ’50, figure di spicco come medici, professori e luminari godono di un’immunità sociale quasi totale. Il successo professionale pare giustificare sopraffazioni private e comportamenti ambigui. I benefattori vengono insigniti dall’aura dell’eroe e tutti coloro che gravitano attorno a loro tentano di proteggere queste figure senza alcun beneficio personale. In questo libro, più che la ricerca del colpevole Simenon scava nella psicologia e nel disagio vissuto dai suoi protagonisti. Le debolezze umane e i contrasti sociali mai come in questo libro paiono due facce della stessa città.

L’omicidio di Lulù, una giovane donna con una vita noiosa ma complessa, è l’incipit dell’inchiesta del commissario. Tra appartamenti dei quartieri alti, locali di terz’ordine e persone che vivono ai margini della società, Maigret ha a che fare con persone e personalità completamente opposte. Non si tratta solo di capire chi ha premuto il grilletto, ma di muoversi in un ambiente freddo e asettico. Un luogo dove ogni gesto è guidato dalla sola fredda logica.


«È stata lei a suggerirgli di portarla qui?».
Sembrò contenta che Maigret avesse indovinato.

Tratto da Maigret si sbaglia

“Maigret si sbaglia” racchiude in sé molti concetti, nascosti sotto una narrazione scorrevole e a dialoghi vivi e coinvolgenti.

Lo stile di Maigret

In questa vicenda troviamo un commissario un po’ reticente. Stranamente non è a suo agio con alcune delle persone con le quali deve parlare. Il ritmo del racconto è quello di ogni Maigret: il lento incedere di un uomo giusto, che parla con persone che gli raccontano molte bugie. Forse in questo romanzo più di altri la capacità del commissario di venire a capo della vicenda è dettata dal saper riconoscere le menzogne delle persone.


Dall’espressione della signora Brault era chiaro che sapeva molto di più. E pure che non avrebbe detto niente, a meno che non vi fosse costretta, e questo non perché avesse qualcosa da nascondere, e probabilmente neanche per proteggere qualcuno. Non aiutava la polizia per principio, […]

Tratto da Maigret si sbaglia

Le comparse in campo

I personaggi principali di “Maigret si sbaglia” sembrano essere quasi fuori luogo. Probabilmente è per questo che Maigret fatica a relazionarsi con loro. Troviamo Lulù, una ragazza con un passato da strada, che ora vive in un bellissimo appartamento in un buon quartiere. E la cosa la schiaccia.


Non era tristezza, ma piuttosto l’aria imbronciata della bambina che durante la ricreazione rimane in disparte a guardare i compagni che giocano.

Tratto da Maigret si sbaglia

C’è poi il suo amante, che vinto dalle difficoltà accetta che lei sia il passatempo di un altro uomo. La signora Brault, la donna a metà servizio, che sa tutto e non dice nulla. E il professore, un uomo descritto quasi come un eroe dell’età moderna che ottiene i favori di tutte le donne che vuole con il benestare della moglie.

I significati che porta con sé

Credo che in questo libro si possano trovare 3 temi che legano la vicenda:

  1. la riconoscenza. Lulù deve la vita al dottore, il quale oltre a operarla gratuitamente alla testa la strappa dalla povertà.
  2. La gabbia. Nonostante la ragazza si trovi in un appartamento ammobiliato, con una donna a servizio e il professore pensi a tutte le sue spese, non è il suo ambiente. Si sente stretta, ma la rinuncia a quella vita e la conseguente povertà sono ben peggiori di quella prigione dorata.
  3. Il mito del superuomo. Tutti descrivono a Maigret il professore come un luminare, un genio e un benefattore. A lui si può perdonare qualsiasi scappatella e qualsiasi villania.

«È un uomo eccezionale, di quelli che in una generazione si contano sulle dita di una mano.»

Tratto da Maigret si sbaglia

Questo giallo per me racchiude in sé una nota che può essere considerata positiva se guardiamo alla modernità del concetto, ma negativa se la caliamo nell’ambito della vita privata e del rispetto reciproco di coppia.

Cosa apprezzo di questo romanzo

Di questo romanzo apprezzo l’ambientazione e il racconto di vite vere. Simenon non si nasconde dietro al velo dell’ipocrisia. La vita matrimoniale non per tutti è rosa e fiori. Se ben ricordo anche lui ha avuto dei percorsi non troppo lineari in questo ambito. Con questo romanzo spinge questo concetto all’estremo. In verità conosco un secondo romanzo con un protagonista molto simile al professore, almeno per quanto riguarda le avventure amorose. Parlo di “Maigret e il produttore di vino”. La recensione arriverà il prima possibile.

Cosa non ho capito

Contrariamente agli altri romanzi, c’è una domanda che continuo a farmi e per la quale a fatica mi do una risposta. Cosa c’entra il titolo con il romanzo?

Probabilmente si riferisce all’errore di Maigret nel giudicare il professore. Cercava un uomo e invece ha trovato una macchina, per la quale le persone non sono altro che oggetti che intercettano la sua esistenza. Utili solo se utilizzabili da lui.


Le prendeva per ciò che valevano, senza farsi illusioni, senza pretendere da loro più di quanto potessero dargli. Ai suoi occhi erano poco più che oggetti inanimati.

Tratto da Maigret si sbaglia

È un libro intrigante, scorrevole e piacevole nella lettura. Divertente è anche vedere Maigret evitare in tutti i modi possibili un indiziato. Senza alcuna motivazione apparente.

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Se come me ami Maigret, lo hai già letto? Se invece ancora non sei approdato alle vicende del commissario, questo libro ti sembra interessante?

Valutazione finale

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