La recensione del Piccolo principe per me parte da qui:
“Gli adulti non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a dovergli spiegare tutto ogni volta.”
(Pagina 10)
Quanto è meravigliosa questa frase? E siamo solo a pagina 10!
Quest’oggi vi propongo un libro molto conosciuto e molto recensito. Credo che i lettori possano dividersi in due macro gruppi “chi ancora non lo ha letto, ma ha intenzione di farlo” e “chi lo vorrebbe rileggere almeno una volta l’anno”.
È stato scritto nel 1943 da Antoine Jean-Baptiste Marue Roger de Saint-Exupéry e pubblicato per la prima volta in inglese da una casa editrice americana. Il mio libro personale è invece del 2023, è una doppia versione integrale (italiano-francese), edita da Edizioni Crescere.
Per scrivere la recensione di questo libro, come ogni volta, l’ho riletto dall’inizio e già da pagina due ho riscontrato le prime difficoltà. Difficile è non riscrivervi ogni singola parola di ogni singola pagina.
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Il contesto de “Il piccolo principe”
Il piccolo principe può essere definito un classico, grazie alla sua capacità di parlare sia agli adulti (e vi assicuro ho capito benissimo quello che voleva dirmi) che ai bambini, affrontando temi universali come l’amicizia, la solitudine e il senso della vita.
Molti elementi contemporanei all’epoca dell’autore fanno da sfondo all’intreccio del racconto. Dalla seconda guerra mondiale, con le sue distruzioni e l’inevitabile perdita di valori umani derivanti da un conflitto; alla sua lontananza dalla patria (era in America), il cui senso di solitudine e malinconia ripercorre tutto il libro. Il tema del volo poi, è quello che lega l’autore ai suoi personaggi in modo indelebile.
Trama senza spoiler
Un piccolo pilota di sei anni precipitò nel deserto del Sahara, dove incontrò una personcina che gli chiese un disegno particolare: quello di una pecora. Era una richiesta impegnativa, perché il Piccolo Principe sapeva esattamente come doveva essere la sua pecora.
Era un ometto molto curioso, che non dimenticava mai di aver posto una domanda ma che non rispondeva mai alle domande rivolte a lui. Fu solo grazie all’aeroplano caduto che il pilota capì che arrivava da un altro pianeta, perché entrambi erano “caduti dal cielo“.
“Io credo che per venirsene via egli abbia approfittato di una migrazione di uccelli selvatici.”
(pagina 36)
Col passare dei giorni, il pilota imparò dai racconti del nuovo compagno, che i pianeti potevano essere infestati da semi di Baobab, e che se non estirpate queste piantine avrebbero potuto creare gravi danni al pianeta stesso e ai suoi vulcani. Per questo aveva bisogno dell’aiuto di una pecora.
Io ci trovo una certa logica, voi?
Sul pianeta c’era anche un preziosissimo fiore, spuntato da un seme venuto da chissà dove, per niente modesto e vanitoso, che aveva orrore delle correnti d’aria. Era un fiore unico al mondo!
Dopo aver lasciato il suo minuscolo pianeta, i racconti del piccolo viaggiatore si fanno sempre più interessanti. Racconta degli asteroidi visitati e delle persone che lì ha incontrato: un re, che regnava su tutti i pianeti, un uomo d’affari che contava le stelle dicendo fossero sue, un geografo, che non aveva mai viaggiato ma che gli insegnò il significato di Effimero. Fu la conoscenza di questa parola che lo portò a dispiacersi per aver lasciato solo il suo fiore.
Che cosa mi consigliate di andare a visitare?”
“Il pianeta Terra. – Gli rispose il geografo – Ha una buona reputazione…”
(Pagina 57)
E fu proprio sul nostro pianeta che imparò le lezioni più importanti.
In un roseto, dove vide che ogni fiore assomigliava al suo, si sentì per la prima volta poco importante, convinto che il suo fiore fosse il solo della sua specie nell’universo si sentiva anche lui un po’ speciale.
Fu però una volpe, che insegnandogli il significato di addomesticare, gli fece capire l’importanza di creare legami in modo che l’uno abbia sempre bisogno dell’altro.
“Si conoscono solo le cose che si addomesticano. – Disse la volpe – Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici.”
(Pagina 68)
Fu solo addomesticando la volpe che capì che lei non era una volpe uguale alle altre, ora era sua amica, e quindi unica al mondo. Così come unica al mondo era la sua rosa.
“Addio. – Ricambiò la volpe – Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. Ciò che è essenziale è invisibile agli occhi.”
(Pagina 71)
Il viaggio del piccolo principe non finisce qui, ma se dovessi continuare vi rivelerei il finale. Posso solo lasciarvi con una domanda:
La pecora che noi conosciamo avrà o non avrà mangiato una certa rosa?
Conclusioni de “Il piccolo principe”
Leggere il Piccolo Principe offre molti più spunti di quanto si possa pensare nascondano le sue relative poche pagine. Nonostante sia un libro scritto oltre ottanta anni fa, al suo interno ho trovato molte riflessioni attuali e molte piccole verità che probabilmente non passeranno mai di moda. Credo possieda differenti livelli e chiavi di lettura, e che persone diverse possano ritrovare spunti alternativi da medesimi passaggi.
Scendiamo nel dettaglio
Il libro permette di vedere gli adulti con gli occhi di un bambino, il quale non capisce l’ossessione per i numeri, il potere o il possesso delle cose; ma ha ancora un’innata curiosità che lo spinge a domandare e a scoprire.
Tra le sue pagine, l’autore pone il suo piccolo principe davanti a nuove responsabilità, indispensabili per imparare a prendersi cura degli altri. Da questa cura per il prossimo imparerà che le cose più importanti non si vedono superficialmente ma si percepiscono con il cuore.
È un libro attuale? Mettiamola così: se qualcuno mi dovesse ripetere la medesima domanda tra venti anni risponderei ancora “Si”.
Credo sia uno di quei libri fuori dal tempo, dal quale poter trarre beneficio indipendentemente dal periodo storico in cui lo si sta leggendo.
A chi lo consiglio
A chi non lo ha mai letto e non sa che si possono vedere più tramonti in un giorno. A chi lo ha già letto centinaia di volte e ogni tanto si dimentica di non voler diventare come il contabile delle stelle. A chi vuole leggerlo al figlio prima di addormentarlo per raccontagli dei baobab e dei vulcani da spazzare. Ai bambini che lo voglio leggere ai nonni per ricordargli come si disegna un serpente dal di fuori e dal dentro.
L’autore
Antoine Jean-Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry nasce a Lione a giugno del 1900 da una famiglia aristocratica.
Aviatore, civile e militare, mentre lavora per la compagnia Aeropostale scrive i suoi primi tre libri, l’ultimo del quale gli procura il premio Femina.
All’inizio della seconda guerra mondiale, 1939, viene reclutato in una squadriglia di ricognizione aerea e dopo un grave incidente riesce a farsi arruolare nell’aviazione americana. Nel 1943 viene pubblicato proprio dagli americani “Il piccolo principe”. Scomparirà in circostanze non chiarite in un incidente areo l’anno successivo.
Dove puoi trovare “Il piccolo principe”
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Il piccolo principe – Scheda
| Autore | Antoine de Saint-Exupéry |
| Editore | Crescere |
| Data di pubblicazione | 2023 | 1943 |
| Lingua originale | inglese |
| Numero di pagine | 93 + 93 (la mia copia bilingue) |
| Genere letterario | novella |
| Età consigliata | da 0 a 100 (secondo me) |
