Papà (Papà) Gambalunga (Gambalunga)
Tu per Judy sei davvero importante
Papà (Papà) Gambalunga (Gambalunga)
Lei ti pensa e ti ripensa ogni istante
Quanti di voi hanno letto queste strofe cantando? È una di quelle sigle dei cartoni animati della nostra infanzia. Quando fa capolino nella memoria riecheggia il ricordo di giornate di sole, colazioni con biscotti e corse per prendere il pulmino giallo.
Tutto però nasce da un libro, un romanzo epistolare, che quando lo scopri non puoi più abbandonare. Ti accompagna tra le sue pagine e ti rapisce nella sua dolcezza. L’ultima pagina arriva veloce e vorresti solo ricominciare da capo.
“Daddy-Long-Legs” è il titolo originale del più celebre romanzo di Jean Webster. Pubblicato inizialmente a puntate nel 1912 ottenne subito un rapido e duraturo successo.
È una storia DOLCE da leggere ai bambini la sera prima di addormentarsi, è un romanzo LEGGERO per un adolescente innamorato. Al tempo stesso nasconde una PROFONDITÀ tale che solo un adulto può cogliere e godere della sua coccola.
La storia di Judy mi fa stare bene, mi abbraccia e mi dà quella sicurezza che il mondo sia un bel posto in cui vivere.
Se anche tu hai bisogno di un abbraccio, ti racconto perché questo libro fa per te.
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✑ CARO PAPÀ TI SCRIVO
Jerusha Abbott è una ragazza brillante, irriverente, brava in letteratura e soprattutto odia il suo nome. Un misterioso benefattore, credendo nelle sue capacità artistiche, decide di aiutarla economicamente e la iscrive al College. Tre saranno le clausole: lui rimarrà sempre anonimo, lei dovrà scrivergli una lettera al mese per mantenerlo al corrente, lui non risponderà. Mai.
Nelle sue lettere, Judy si rivolgerà a lui come Papà Gambalunga, gli racconterà delle lezioni, delle amicizie, dei libri letti, delle vacanze, degli acquisti.
Quelle frasi sconclusionate, affrettate, scritte di getto, ritrattate e poi scritte nuovamente, seguiranno Judy per tutti gli anni della scuola, permettendo di costruire così un curioso racconto epistolare sulla vita di una piccola orfanella.
✑ OLTRE LA TRAMA
È un romanzo leggero che si legge in un paio di giorni. Però questo non impedisce all’autrice di affrontare uno dei temi importanti del suo tempo: il ruolo crescente della donna nella società.
Lo fa partendo dal nulla, proprio come Judy.
Dal niente ad una ragazzina viene data l’opportunità di studiare, le viene quindi permesso di accedere ad un’istruzione superiore che all’orfanotrofio non avrebbe potuto avere. Grazie a questa possibilità acquisirà la consapevolezza e la necessità di un’indipendenza personale. Nonostante abbia una regolare sostegno economico da parte di Papà Gambalunga, solo una vera autonomia le permetterà di sentirsi libera e soddisfatta di sé stessa.
La strada per lei sarà tutta in salita. Le mancano le basi culturali che le sue colleghe di scuola hanno già e le manca quella sicurezza derivata dall’avere un saldo sostegno famigliare. Una volta conosciute le diseguaglianze Judy lavorerà sodo per allinearsi alle compagne, riuscendo infine a guadagnare quei riconoscimenti tanto sperati.
Qualcuno potrebbe ribattere che di fatto non è mai stata sola, che Papà Gambalunga ha sempre vegliato su di lei. Judy però non lo sa. Da sola affronta i piccoli drammi dell’adolescenza, confidandosi con uno sconosciuto che per lei rappresenta tutta la sua famiglia. Senza mai ricevere risposta alcuna. A poco servono i regali costosi, a poco servono le rose, possono fare piacere certo, ma non potranno mai eguagliare il conforto di una persona reale.
✑ COSA RESTA DOPO L’ULTIMA PAGINA
Lo stile e il ritmo
Il romanzo non è null’altro che una raccolta di tutte le lettere scritte da Judy a Papà Gambalunga. Si intervallano testi corti, lettere lunghe pagine e pagine, scritti lunghi un paio di righe, abbozzati di getto da una bambina indispettita. Metà in francese, metà in inglese, intervallate da racconti delle lezioni di storia come se fossero un bollettino di guerra. La lettura è talmente piacevole e divertente che si arriva a metà libro senza quasi accorgersene.
Ho l’onore di essere,
La vostra speciale corrispondente dal fronte
J. Abbott
(Pagina 47)
I personaggi
Judy è l’unico personaggio caratterizzato a pieno di tutto il romanzo. Tutti gli altri esistono solo perché esiste lei e perché incrociando la sua vita. Lei stessa ne decide l’importanza. Se lei scrive di loro al suo tutore, allora essi esistono.
Persino Papà Gambalunga è visto solo con gli occhi di Judy e fino alla fine di lui avremo sempre due descrizioni differenti: quella immaginaria e immaginata da una ragazza lasciata sola con la sua fantasia e quella di un uomo che fa la comparsa improvvisamente nella vita della studentessa per poi causalmente incrociarne la strada il più spesso possibile.
Jerusha d’altro canto acquisirà spessore di pari passo con la sua crescita, sia scolastica che personale. Partendo dal cambio di un nome sempre odiato, fino agli ultimi atti di ribellione verso ad un benefattore che non le spiegherà mai le sue scelte e le sue proibizioni. Limitazioni il cui scopo alla fine del romanzo sarà cristallino.
Tra le righe delle lettere di Judy ho percepito tutti i disagi e le difficoltà di una ragazza in tenera età: gli scatti di rabbia, lo scrivere senza pensare, e il chiedere perdono poco dopo.
Di tutto ciò non vi è più traccia alla fine del romanzo, Judy oramai è una donna presente a sé stessa e consapevole di ogni sua scelta.
I temi profondi
Come scritto nei capitoli precedenti, il libro è molto più profondo di quanto ad una prima lettura possa sembrare. Non è solo il riscatto di una bambina aiutata da un “Caro signor riccone”, come lo definisce lei stessa. È la crescita di una persona, la quale grazie all’istruzione riesce a costruirsi un modo indipendente di pensare, riesce a cucire sé stessa sulla persona che vuole diventare. Jerusha plasma Judy, la bambina sola e disprezzata perché diversa, crea la donna libera e indipendente che molte vorrebbero essere. Non si vende alla strada facile, ma lotta per poter dire: “questa sono io e devo dire solo grazie a me!”
Credo che questo libro sia più attuale di quanto possa sembrare.
✑ QUINDI, COSA NE PENSO?
Mi sono molto divertita a leggere le lettere di Judy. Le sue firme a fondo pagina erano ogni volta una rivelazione.
La storia d’amore nascosta tra le righe credo sia di una dolcezza infinita. Basta poco per rendere le persone felici, dovremmo ricordarcene.
✑ IL VERDETTO
Se qualcuno di voi, come me, ha visto il cartone animato da piccolo posso dirvi solo una cosa: non è la stessa l’esperienza. Il libro vi conduce in un mondo completamente diverso, in un periodo sospeso nel tempo all’interno del quale vi fa sentire sicuri.
Credo rientrerà in uno dei libri che periodicamente ritorneranno sul mio comodino.
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Papà Gambalunga
| Autore | Jean Webster |
| Editore | Caravaggio Editore |
| Collana | I classici ritrovati |
| Traduzioni | Enrico De Luca e Miriam Chiaromonte |
| Prima pubblicazione | 1912 |
| Lingua originale | Inglese |
| Numero di pagine | 259 (ma si leggono in un giorno) |
| Genere letterario | Romanzo romantico epistolare |
| Età consigliata | Senza età |
