Recensione: Dune – volume 1 di Frank Herbert. La mia analisi

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Tempo di lettura

8–12 minuti

Copertina del libro “Dune” di Frank Herbert

Credo che recensire Dune sia un compito più grande di me. Farò del mio meglio, procederò a piccoli passi e spero mi scuserai se in futuro dovessi riaggiustare questa recensione.

Frank Herbert pubblicò questo capolavoro di fantascienza epica nel 1965, dopo innumerevoli rifiuti.

Non stento a crederlo.


Dune è il romanzo di fantascienza più ammirato che sia stato mai scritto e ha venduto decine di milioni di copie in tutto il mondo, in oltre venti lingue.

Postfazione di Brian Herbert.

Il libro è un “mattoncino”: sarebbe effettivamente adatto a sostenere il peso strutturale che può sostenere un mattone di argilla. Anche le dimensioni sono all’incirca quelle.

Non è nemmeno scorrevole: il bisogno spasmodico di capire cosa stesse succedendo mi ha raggiunta ben dopo la metà. La lettura all’inizio è stata quasi un “auto-obbligo”.

Le prime cento pagine sono state le più difficoltose. Non riuscivo a distinguere i personaggi e nemmeno capivo perché dovessero accettare un incarico sapendo esattamente che si trattava di una trappola.

Se come me sei a digiuno da anni di generi letterari di questo tipo, ti consiglio di leggerlo con le dovute cautele. Non appena finito il rodaggio, vorrai leggere gli altri volumi.

Nelle prossime righe cercherò di raccontarti quella che è stata la lettura di questo tomo per me, ma se nel frattempo vuoi farti un’idea, puoi trovare il Dune Vol.1 su Amazon.

Ci sono libri che non fanno più parte di te, del tuo modo di leggere e di pensare. Ne hai letti a centinaia, ma molti anni addietro. Sei cresciuto, hai altri interessi. Poi la curiosità dettata dalla pubblicità di un nuovo film ti spinge a cercare l’origine della saga. E ti imbatti in Dune. Torni indietro nel tempo e riscopri un genere accantonato per saturazione letteraria.

Associare questo libro al solo genere fantascientifico sarebbe riduttivo. Oltre a tutta una parte fantascientifica spaziale, vi è giusto una spruzzatina di avventura, condita con l’inizio di guerre imperiali e tutto un corredo sociopolitico allegato. La parte predominante però è quella legata all’epica e al misticismo. E io qui ho già mal di testa.

Può un libro scritto più di sessantacinque anni fa essere attuale? Ovviamente sì, succede spesso con i grandi classici. Con Dune non voglio però parlarti delle lotte di potere o del potere della religione. Voglio parlarti di un argomento che mi ha spaventata ben più di tutto ciò. La mancanza d’acqua.

Un consiglio, non fare come me, non leggere questo libro durante le nuove estati afose che ci stanno sfidando. Meglio in autunno, meglio durante un bel periodo di pioggia.

La terra di Arrakis è spoglia, può sembrare che nulla vi sia in grado di crescere. Una landa desolata che mai è stata fertile e mai lo sarà. Un’ampia distesa salina mostra che la realtà è ben diversa. Grazie alla visione e alle conoscenze del planetologo Pardot Kynes, padre di Liet-Kynes, una nuova speranza giunge sul pianeta. Aiutando ed essendo aiutato dal popolo di Arrakis, i Fremen, inizia la terraformazione del pianeta. Il controllo dell’acqua è essenziale, il sistema naturale deve essere un ciclo perfetto.

Il racconto inizia con questo ciclo già avviato, con Liet-Kynes come nuovo planetologo imperiale e con un controllo assoluto dell’acqua. Neppure una goccia può andare sprecata, persino piangere è visto come un atto estremo.


«Ha versato delle lacrime!» sibilò una voce.
Quell’osservazione venne colta in tutto il cerchio. «Usul offre umidità ai morti!»
Sentì alcune dita che gli toccavano le guance umide, udì sussurri pieni di meraviglia.

Tratto dal libro Dune – Vol.1

Esistono già alcune aree terraformate ma ne veniamo a conoscenza ben oltre la metà del romanzo. La vita è improbabile con pochissima acqua, ma non impossibile.

Le difficoltà della vita su questo pianeta, mi ricordano quanto una cosa che diamo per scontata possa essere fondamentale per la nostra vita.

Arrakis è il pianeta più inospitale della galassia. Sabbia, rocce, pochissima acqua e vermi enormi che sbucano dal terreno, senza contare le devastanti tempeste alle quali nessuno sopravvive. È però il pianeta più ricco di tutti, grazie alla spezia, una droga che dona agli uomini facoltà precognitive, legandoli a lei per sempre.

Per volere dell’imperatore, la famiglia degli Atreides succederà alla gestione del pianeta sostituendo la casata degli Harkonnen. Al loro arrivo troveranno un pianeta devastato, tradimenti, doppi giochi dentro ai tradimenti e un futuro da scrivere battaglia dopo battaglia.

Lo stile e il ritmo

Il ritmo per me è stato un incubo. La fatica di superare la metà del libro devastante. “Il signore degli anelli” al confronto è un fumetto.

Parlando con una collega è emersa però una criticità sensibile. “Ma come!” mi ha detto quando le ho esposto la mia difficoltà di lettura, “il linguaggio di questo libro è stupefacente!”. Al che ho iniziato a pensare che avessimo letto due libri diversi.

“Quando parlano gli ‘Atreides’, ha continuato, “c’è un linguaggio forbito, elegante e alto, quando parlano gli ‘Harkonnen’ invece il testo si fa più rude, mentre quando interviene una ‘Bene Gesserit’ il linguaggio è aulico.”

Posso dirvi che nel libro letto da me, di queste sottigliezze linguistiche non ne ho percepite nemmeno una. Mi dispiace molto di questo.

La mia collega lo aveva letto in lingua originale però. Possibile che nella traduzione tutto questo sia andato perso? Dovrò leggerlo in inglese per darvi una risposta.

Al di là del linguaggio, vorrei dirti però come ho percepito il romanzo. Mi ha confusa, come se avesse troppe cose da dire e 637 pagine non fossero abbastanza. Questo racconto non è solo un romanzo, è un ciclo enorme che racchiude una storia complessa e credo che leggere solo il primo volume non sia sufficiente per capirne appieno la complessità. Per quanto questo libro mi abbia devastata e confusa, mi riservo di cambiare opinione non appena avrò letto il ciclo per intero.

I Personaggi del “Volume 1”

I personaggi di Dune sono complessi, dalle mille sfaccettature e leggendo la postfazione del figlio dell’autore ne capisco il motivo. Herbert si è ispirato alla tradizione mitica greca, guardando anche ai componenti della sua famiglia. La profondità dei personaggi, il risvolto dietro a ciascuno di loro meriterebbe un libro a parte.

In sintesi possiamo parlare del Duca Leto, un leader saggio e consapevole, ma anche figura tragica ed elegante. Lady Jessica, la co-protagonista del libro, figura ispirata dalla moglie stessa dell’autore. E infine Paul, l’eroe-ragazzo, obbligato a crescere troppo in fretta, tra le sue difficili visioni del futuro e un destino ineluttabile contro il quale continua a lottare.

La profondità di un romanzo complesso

Dune nasconde al suo interno una pluralità di temi che sarebbe riduttivo descrivere nelle brevi frasi di una recensione letteraria. È una storia avventurosa di un messia su un pianeta desertico, ma avvolge la trama con strati di ecologia, politica, religione, filosofia, storia, evoluzione umana e persino poesia.


Dune è un meraviglioso arazzo di parole, di suoni e di immagini. A volte, lui ha scritto alcuni brani prima in poesia, per poi espanderli e convertirli in prosa, […]

Postfazione di Brian Herbert.

Nella postfazione, B. Herbert spiega come il padre ragionasse sui diversi livelli di lettura di Dune, ponendo attenzione al fatto che si potesse leggere il romanzo e poi rileggerlo nuovamente focalizzandosi su un livello completamente differente.

Criticare in modo costruttivo o trovare dei punti di forza a un romanzo che non mi ha appassionata non è facile. Se parliamo di un romanzo importante, un pilastro della fantascienza, è ancora peggio.

Cosa rileggerei volentieri

Uno dei passaggi che più ho apprezzato è stato quando Paul e il suo maestro d’armi, Gurney Halleck, si rincontrano. Si trovano faccia a faccia nel deserto, la vita dell’uno dipende dalla morte dell’altro. Eppure non appena si riconoscono il tempo che li ha separati si cancella e loro tornano al loro rapporto di sempre. A mio parere, è la dimostrazione di amicizia più bella letta all’interno del libro.

Il secondo passaggio che ho amato, più che un atto di vendetta, è la chiusura di un cerchio. Paul acquisisce talmente tanto potere da zittire la Reverenda Madre che lo aveva torturato anni prima.


Paul alzò la voce. «Osservatela, compagni! Questa è una Reverenda Madre delle Bene Gesserit, paziente in una causa paziente. Ha saputo aspettare con le sue Sorelle novanta generazioni perché la giusta combinazione di geni e di ambiente producesse quell’unica persona di cui i loro piani avevano bisogno. Osservatela! Adesso sa che le novanta generazioni hanno prodotto quella persona. Io sono qui… ma… non…farò…mai…quello…che…vuole.»

Tratto dal libro Dune – Vol.1

Cosa non ho apprezzato di questa storia

Come già scritto più volte, l’inizio del libro è stato molto difficoltoso e lento. Molte erano le informazioni da dare al lettore, molte le trame, molti gli attori in campo. Tutto ciò è stato la preparazione per un finale con i fuochi d’artificio, ma durato troppo poco. Arrivati sul più bello, nel vivo delle tattiche militari per sgominare gli avversari, tutto si è concluso quasi più velocemente della tempesta utilizzata come arma di offesa.


[…] Alla fine del libro ha lasciato intenzionalmente dei fili pendenti, affermando di averlo fatto per mandare i lettori fuori dalla storia con pezzi e frammenti di essa ancora appiccicati addosso, in modo che volessero tornare indietro a rileggerla.

Postfazione di Brian Herbert.

Ho iniziato a leggere questo libro con molta fatica, troppa per come sono abituata. Il ritmo lento, le continue riflessioni, i costanti ragionamenti politici e i doppi giochi non appartengono alla mia bolla letteraria. Nonostante questo, dalla metà del romanzo in poi, la storia mi ha rapita. Volevo sapere cosa sarebbe successo, arrivare al finale il prima possibile. I miei amici, come lo sono tutti i personaggi dei libri che leggo, si sarebbero salvati? La foga dell’ultimo capitolo si è fatta sentire in tutta la sua forza, solo questo mi permette di capire se un libro è valido oppure no.

Trovo la mia edizione, una prima uscita del 2026 di Fanucci editore, molto elegante. Stile minimalista, copertina e taglio delle pagine di un bel blu monocolore. La scritta DUNE dorata in rilievo dà quel tocco elegante che altrimenti sarebbe mancato. Peccato mi si sia sciolta tra le mani.

Un consiglio per i lettori ossessionati dai libri intonsi come me: rivestite la copertina quando lo leggerete. Il sudore delle mani e le tante ore passate a manipolare il libro, hanno fatto il danno. Alla mia copia ora manca una “U”, peccato.

Lo hai già letto? Nella versione tradotta o in quella originale? Cosa ne pensi della differenza dei toni narrativi, hai avuto le stesse impressioni che ho descritto io?

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AutoreFrank Herbert
EditoreFanucci editore
Prima pubblicazione1965
Lingua originaleinglese
TraduzioneAnnarita Guarnieri
Numero di pagine709
Genere letterarioFantascienza
Età consigliata16+

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