Recensione: Americanah di Chimamanda Ngozi Adichie

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Tempo di lettura

8–11 minuti

Copertina del libro “Americanah” di Chimamanda Ngozi Adichie

“AMERICANAH” di Chimamanda Ngozi Adichie, è un libro che parla di colore della pelle, ma con talmente tante sfumature che alla fine non vedrai più bianco o nero. Vedrai solo una persona. Un fragile forte umano, con le tue stesse passioni, paure e la voglia di mettersi in gioco, in questa vita che accomuna tutti.

È in America che sono diventata nera.

Citazione dell’autrice

Nelle prossime righe scopriremo perché questo libro ti porta a vedere il mondo da un PUNTO DI VISTA DIFFERENTE. Capiremo come possa fornirci risposte a domande che non sapevamo di doverci porre.

“Americanah” ti rapisce fin dalle prime pagine e ti rilascia una decina di giorni dopo, dopo aver girato l’ultima pagina. Questo a meno che non abbiate la fortuna di leggere per ore e ore durante la giornata.

Questo libro mi ha incuriosita, affrontando temi attuali ma a me poco vicini e penso abbia aiutato il mio pensiero a crescere ulteriormente.

Sei un lettore di storie contemporanee? Di storie che riescono a sbocciare nelle avversità? Allora le pagine di questo libro ti aspettano.

Ifemelu è una ragazza nigeriana, che in giovane età parte da sola per proseguire gli studi in America.

Lascia dietro di sé famigliari, amici e l’unica persona che l’abbia mai compresa veramente, Obinze il suo fidanzato. È solo grazie ad una grande forza d’animo e un enorme caparbietà se riesce a fronteggiare tutte le insidie che un paese complesso come l’America le propone.

Solo con le sue forze ottiene una borsa di studio a Princeton e il suo blog, nato per gioco, la trasforma in una fonte autorevole che tutti vogliono ascoltare.

La sua vita procede nei migliori dei modi, ma qualcosa le manca. Contro il parere di tutti, abbandona quella sicurezza con tanta fatica guadagnata e torna nella sua Nigeria.

Nelle prossime righe vedremo cosa si nasconde dietro una trama che pare tanto semplice, ma che nasconde un oceano di significati.

È un mondo in CONTINUO MOVIMENTO quello di Ifemelu. I colpi di stato della sua giovinezza lasciano il campo all’evento politico che più ha segnato la sua vita. Come quella di tutti noi: la campagna elettorale di Barack Obama. Un avvenimento talmente importante per la ragazza, da farle vivere quasi in apprensione quel periodo. Abituata alla politica di quando era bambina, solo il controllo compulsivo dei media, la aiuterà a superare il timore che qualcosa di male sarebbe potuto succedere al suo idolo.

L’illusione che un presidente nero potesse cancellare come per magia le discriminazioni. Il sogno di vedere una donna con i capelli afro ai vertici del potere. Non tutte hanno lunghi capelli morbidi e setosi e non dovrebbe essere quella la prima caratteristica che si ricerca in una persona.

Raccontando della vita di Ifemelu, delle piccole cose a cui molti di noi privilegiati non danno importanza, rende evidente come i più piccoli dettagli, quale può essere una capigliatura, sono “dettagli” solo se hai i capelli “giusti”.

Chimamanda attraverso gli occhi della protagonista racconta la sua America, quella che noi non vogliamo vedere. Racconta dei piccoli gesti quotidiani, delle frasi dette e di quelle non dette che fanno la differenza. Parla dei disagi quotidiani, ancora attuali credo, che chi si trova in un posto nuovo, solo e in difficoltà vive quotidianamente.

Lo stile e il ritmo

Il racconto, come la vita di una persona, non è costante. Possiamo dividere il testo in tre parti principali. La prima parte, ha un ritmo dinamo e vivace, tanto che il libro sembra quasi avere la capacità di rapirti perché la curiosità è talmente forte da non voler abbandonare quelle pagine. In questa parte iniziale l’autrice utilizza magistralmente i flash back della protagonista per raccontare il suo passato e al contempo rendere il lettore partecipe della sua malinconia.

Troviamo poi una parte centrale, quella che a me è sembrata un po’ più lenta e noiosa. In queste pagine, le quali trattano forse in modo più profondo il tema della razza, Ifemelu è intenta a vivere appieno la sua vita da ragazza americana, con i nuovi amori, gli sbagli, le incertezze e le insicurezze proprie dell’età.

L’ultima parte è un’unione perfetta delle prime due, troviamo ancora un ritmo incalzante e ritorna il desiderio di correre alla fine della storia per cercare il lieto fine.

I personaggi

Trovo che i personaggi di Americanah siano reali, veri, persone che potrei incontrare al lato della strada da un momento all’altro. Ifemelu è una donna intelligente, forte, con un cervello che ragiona per conto suo e non incline ad accettare compromessi. A parte un paio di atteggiamenti che personalmente le rimprovero la ritengo un personaggio positivo a cui le donne potrebbero guardare.

Anche Obinze, che possiamo definire come co-protagonista del libro, è un uomo reale, forse un po’ troppo incline a non seguire la propria strada ma a farsi guidare dagli eventi e dalla “cosa giusta”. Io per prima mi ci rivedo in questo atteggiamento. Anche lui però alla fine del libro sarà un uomo diverso, cresciuto e in grado di fare una scelta e di accettarne le conseguenze.

Oltre a loro due troviamo zia Uju e l’adorato cugino Dike, gli unici parenti che possono almeno in parte aiutare la ragazza in America. Con tre lavori, un bambino piccolo da crescere, esami di abilitazione, è un Dottore, zia Uju viene dipinta come una donna molto intelligente ma in balia delle avversità e disposta a rinunciare a sé stessa pur di rincorrere il sogno americano.

Gli unici personaggi che ritroviamo identici sia nelle pagine che nelle ultime sono i genitori di Ifemelu. Ancora di quello che era il passato di una Nigeria che sta cercando il suo futuro.

Oltre le pagine

Americanah è un libro molto più profondo di quanto possa sembrare a prima vista.

Possiamo dire che è una storia d’amore tra due giovani separati dalle necessità, ma che nonostante gli anni di distacco e le relazioni sentimentali intermedie di entrambi, non smettono di cercarsi riconoscendo nell’altro l’unica persona al mondo in grado di comprendersi e con la quale voler passare la vita.

Mi verrebbe anche da definirlo come un romanzo epistolare, dalle lettere che inizialmente Ifemelu si scambia con Obinze al blog che lei scrive per non sentirsi sola.

La protagonista, infatti, nell’anonimato che solo internet può offrire, racconta, parla, esprime la sua opinione su uno dei temi più importarti di sempre, ovvero il colore della pelle.

Razzabuglio, o varie osservazioni sui neri americani (un tempo noti come negri) da parte di una nera non americana

Titolo del blog di Ifemelu

Oltre a questo tema, filo conduttore di tutto il romanzo, l’autrice tratta anche delle difficoltà degli insegnanti e quindi degli studenti in Nigeria, degli scioperi e di come i ragazzi cerchino futuro altrove.

Cosa ho amato di più

Amo i personaggi forti, quelli che sanno cosa vogliono dalla vita e che se trovano un problema non si girano dall’altra parte ma lo affrontano. Ifemelu è così. Se c’è qualcosa che non va non sta zitta. Lei dice la sua.

Trovo che incentrare il discorso della razza non solo sul colore della pelle ma anche sulla tipologia dei capelli sia quel guizzo di frizzantezza che fa la differenza. Ho appreso in queste pagine problematiche che non mi ero mai posta. Effettivamente come fanno le donne con i capelli afro a capire cosa sia meglio per loro se in nessuna rivista femminile ad alta tiratura se ne parla?

Una nota personale

È un discorso che non vale solo per l’America.

Un anno fa decisi di regalarmi un calendario beauty dell’avvento. Dato che, per quanto mi riguarda, i soldi non crescono sugli alberi, ho svolto delle ricerche online per valutare contenuti, costo, qualità, e via discorrendo.

Mi sono imbattuta nel canale YouTube di Grace On Your Dash, la quale scarta davanti alla videocamera molteplici calendari per valutare quanto questi possano essere realmente inclusivi per tutti. Responso: il 90% non lo è (riferito ovviamente ai video da me visti in questi anni). Era una domanda che non mi ero mai posta perché io bene o male potevo usare tutti i colori di quei trucchi. Ma una persona con la pelle nera? E una invece con la pelle chiarissima? Forse un paio, ma con un grande FORSE.

Cosa non ha funzionato del tutto

Ci sono un paio di cose che non mi sono piaciute, ma rientrano pienamente nelle considerazioni personali. L’ho già accennate prima.

Ifemelu ad un certo punto della sua nuova vita trova un ragazzo che l’ama e la rispetta. Appartiene ad una buona famiglia, tutti le vogliono bene. Lui bello, biondo, ricco che la porta in giro per il mondo e l’aiuta a trovare il suo primo vero lavoro. Persino a Dike era simpatico. Lei cosa fa? Lo tradisce con uno qualunque solo per “curiosità”.

Il secondo fidanzato americano, un professore, anche lui perfetto, forse un po’ bacchettone, che l’ama, nero (quindi non c’era nemmeno il problema di spiegargli sempre tutto come con quell’altro), una cosa le chiede: andare ad una manifestazione per difendere il bibliotecario accusato solo per il colore della pelle. E lei cosa fa? Va ad una festa e gli mente. Ma allora vedi che un po’ te le cerchi?

Ripensandoci questi avvenimenti fanno tutti parte del processo di crescita della ragazza. Questi personaggi, per quanto innamorati della protagonista, nascondevano dei comportamenti un po’ eccessivi in alcune occasioni, ma c’è modo e modo di lasciare la gente!

Il verdetto

Per quanto mi riguarda Americanah è uno dei libri che DOVREBBERO ESSERE LETTI. Aiuta a guardare l’altro con occhi diversi, aiuta a capire molte cose alle quali non ci diamo peso. Il momento giusto per leggere un libro di questo tipo sono proprio gli anni in cui stiamo vivendo adesso.

In un mondo che funziona al contrario, questo libro mi aiuta ad aggiungere un tassello per capire quale è la strada da seguire.

Avete letto altri libri di Chimamanda Adichie? Hanno la stessa profondità?

Per quanto mi riguarda Americanah è il primo, ma non credo sarà l’ultimo.

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Se ti piacciono i racconti che parlano della crescita personale del protagonista, da bambina piena di sogni a donna consapevole, allora potrebbe interessarti anche “Papà Gambalunga”.

Sembrerebbero due libri molto distanti tra di loro, ma io rivedo due ragazzine fragili, che grazie alla loro scrittura libera, crescono fino a diventare donne forti e indipendenti.

AutoreChimamanda Ngozi Adichie
Editore italianoEinaudi
TraduzioniAndrea Sirotti
Prima pubblicazione2013
Lingua originaleInglese
Numero di pagine512
Genere letterarioRomanzo
Età consigliata16+