Interazione del colore, Esercizi per imparare a vedere, di Josef Albers, è stato pubblicato per la prima volta nel 1963.
La mia copia, stampata a fine 2023, è edita da Il Saggiatore ed è parte della collana “La cultura”. La traduzione è a cura di Isabella Chiari, mentre Bruno Munari lo arricchisce della sua prefazione.
Il contesto
Il libro, scritto quando lo scrittore si trovava già in America, trova la sua collocazione in un contesto storico e artistico molto significativo per l’epoca, sia per la teoria del colore che per l’educazione artistica del XX secolo.
Albers sosteneva che il colore fosse relativo, ovvero variabile a seconda del contesto visivo in cui si trova, tale tesi lo poneva in contrasto con teorie più rigide come quella di Newton o persino quella di Goethe.
Il libro
Le sue pagine, che trattano di percezione soggettiva del colore, hanno influenzato generezioni di artisti, designer e insegnanti. Almeno questo è quello che riporta la prefazione, aggiungendo anche il profondo impatto sull’arte concettuale.
Le sue pagine sono il risultato di anni di insegnamento e tale connotazione è pienamente percepibile in ogni sua pagina e in misura ancora ancora maggiore nel capitolo finale:
[…] Questo libro si conclude invece con un segno di riconoscenza per i miei studenti che sono gli autori degli studi campione e che perciò considero come i miei indiretti ma principali collaboratori.
(pagina 115).
Più che un trattato è un manuale nell’accezione fisica del termine: per ogni capito invita i lettori a procurarsi dei foglietti di carta colorati e a provare loro stessi ciò che in quelle determinate pagine viene spiegato.
Suddiviso in due parti, ma la prima parte più teorica rimanda costantemente alla seconda, essendo quest’ultima parte un aiuto per il lettore.
La prima parte, suddivisa a sua volta in XXVI capitoli tratta i diversi aspetti del colore con accezioni molto divergenti rispetto la classica trattazione accademica; parla di memoria visiva, della lettura del colore in base al contesto, del perché un colore inganni, di trasparenza, solo per citarne alcuni.
Ogni capitolo invita a comprendere i concetti ivi spiegati mediante sperimentazione in prima persona. Un aiuto ulteriore è fornito dalle tavole colorate della seconda parte del libro.
Conclusioni
Personalmente ho acquistato il libro pensando potesse aiutarmi nel mio lavoro di architetto, ma ho trovato un discorso molto più profondo e utile, anche se non di immediato utilizzo e alcune volte un po’ complesso.
Nella quotidianità della vita contemporanea, dove ormai le varie tecnologie informatiche ci aiutano in scelte difficili di questo tipo (parlando di gestione dei colori, di sfumature, di contrasti, ecc.) questo libro potrebbe sembrare superato, ma a mio parere non è così.
Penso che possa sempre rivelarsi utile conoscere le basi da cui scaturiscono determinate scelte, anche soggettive. “Interazioni del colore” le basi le scardina, facendoci riflettere su ogni singola accezione a cui mai prima d’ora avevo pensato o che davo per scontato (almeno per quanto riguarda me).
È un libro profondo, che invita al confronto, al dialogo e al pensiero costruttivo.
A chi lo consiglio
Ovviamente a tutti coloro che hanno a che fare con i colori: artisti, architetti, fotografi, pittori. A tutte i lettori che vogliono cambiare punto di vista e porsi problemi su ciò normalmente è scontato. E a tutti gli insegnanti, anche quelli che non si occupano di materie artistiche, perché:
In fondo insegnare non è una questione di metodo ma di sentimento. […] È risaputo che “l’insegnante ha sempre ragione”, ma raramente questo fatto suscita rispetto o simpatia; ancor meno competenza e autorità.
Ma l’insegnante di fatto ha ragione e otterrà sempre maggiore fiducia se ammetterà di non sapere, di non poter decidere e, come spesso accade con il colore, di non essere in grado di operare una scelta o dare un consiglio.
Inoltre, saper insegnare significa saper porre giuste domande piuttosto che dare risposte esatte.
(pagina 109).
L’autore
Josef Albers (Bottrop, Germania 1888 – New Haven, Connecticut, USA 1976) è stato un rinomato pittore e designer tedesco, la cui formazione in Germania lo portò successivamente a insegnare presso eminenti università americane.
La sua carriera ebbe inizio nel 1913 come docente d’arte, continuando parallelamente il proprio percorso di perfezionamento all’interno del Bauhaus di Weimar, dove entrò come allievo nel 1920 e rimase come docente fino alla chiusura dell’istituto nel 1933.
Albers si distinse per le sue opere in vetro colorato, caratterizzate da una ricca gamma di variazioni luminose; ciò gli valse la responsabilità del laboratorio del vetro. Oltre a questi lavori, realizzò stampe, progetti di mobili e opere in metallo, pubblicando anche poesie, articoli e volumi specialistici.
A seguito della chiusura del Bauhaus nel 1933, emigrò negli Stati Uniti insieme alla moglie. Nello stesso anno assunse la direzione del Dipartimento d’arte al Black Mountain College in North Carolina, incarico che mantenne fino al 1949. Nel 1939 ottenne la cittadinanza americana e nel 1958 effettuò il suo primo viaggio in Messico. Nel 1968 fu eletto membro del National Institute of Arts and Letters.
Albers è riconosciuto anche come autorevole teorico dell’arte astratta, grazie alle numerose conferenze tenute e alle diverse pubblicazioni volte ad analizzare la logica che sottende la percezione dei colori.
Nel 1971 fu il primo artista vivente a ricevere una retrospettiva presso il Metropolitan Museum of Art di New York e nel 1974 venne nominato membro straordinario della Akademie der Künste di Berlino.
Altre pubblicazioni
- J.A. Messico 1935-1956, Humboldt Books, riedizione 2021.
- J.A e Vasilij Kandinskij, Lettere dall’esilio (1933-1940), Mimesis, riedizione 2014.
- J.A., Spiritualità e rigore, Silvana Editoriale, riedizione 2013.
- J.A., Spiritualità e rigore, Silvana Editoriale, riedizione 2013.
Interazione del colore – Scheda
| Autore | Josef Albers |
| Editore | ilSaggiatore |
| Traduzioni | Isabella Chiari |
| Collana | La cultura |
| Prima pubblicazione | 1963 |
| Lingua originale | inglese |
| Numero di pagine | 235 (115 volume scritto) |
| Genere letterario | arte, architettura, fotografia |
| Età consigliata | 16 anni |
Riferimenti
Peggy Guggenheim Collection – Josep Albers – ultima visita 26/10/2025
