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1984, il potere che annienta l’identità

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5–8 minuti

Copertina del libro 1984 di G. Orwell

“1984”, titolo ottenuto invertendo le ultime due cifre dell’anno in cui venne scritto, fu pubblicato nel 1949 con il titolo originale “Nineteen Eighty-Four”. Il romanzo fu scritto da George Orwell e venne diffuso dall’editore Secker & Warburg. La prima edizione italiana fu proposta nel 1950 da Mondadori, con una traduzione che introdusse il libro nel nostro panorama culturale.

La mia copia è stata pubblicata da Mondadori nel 2008 e la traduzione è stata curata da Stefano Manferlotti. La copertina riportata a fianco è relativa all’edizione del 2016, in quanto la mia edizione non è più reperibile.

“1984 (1948) è senz’altro il più famoso esemplare del filone ispirato dalle spettrali inquietudini che le due guerre e l’olocausto atomico avevano evocato”

(Pagina VIII)

L’incontro con “1984” viene spesso vissuto come un ritorno a un classico ancora disturbante. Di conseguenza, il bisogno di comprenderne la forza simbolica rappresenta una ragione concreta per conservarlo nelle nostre librerie. Inoltre, il suo carattere profetico viene spesso ricordato, anche se rischia di oscurare il suo valore come monito valido per ogni futuro.

L’Europa era ancora segnata dalla devastazione della Seconda guerra mondiale, e nuove tensioni venivano alimentate dalla nascente Guerra fredda. Di conseguenza, l’idea di un controllo politico totale veniva percepita come concreta possibilità.

Parallelamente, il rapido diffondersi delle tecnologie di comunicazione veniva osservato con sospetto. Infatti, tali strumenti venivano associati al rischio di manipolazioni collettive prodotte da un’informazione distorta.

Crisi economiche e tensioni sociali venivano aggravate dallo studio delle tecniche propagandistiche dei regimi totalitari del Novecento. Perciò, la fragilità della nuova sicurezza post‑bellica veniva messa in evidenza con crescente preoccupazione.

In questo scenario, 1984 venne pubblicato come ammonimento. La società descritta da Orwell venne modellata per riflettere derive già osservate. Tuttavia, il romanzo venne interpretato anche come monito universale. La sua visione distopica venne letta come possibile esito di poteri incontrollati e il libro venne accolto come strumento critico contro ogni forma di oppressione.

Nel 1984, anno più anno meno, viene mostrato un mondo diviso in tre enormi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. In Oceania, con capitale Londra, la società suddivisa in Partito Interno, Partito Esterno e Prolet, viene governata dal Socing, e il Grande Fratello percepito come presenza costante. Ogni minimo gesto viene osservato, poiché qualsiasi movimento involontario potrebbe rivelare un dissenso. Non vengono imposte leggi esplicite, tuttavia l’amore viene tollerato solo per la procreazione, almeno finché la fecondazione artificiale non diverrà la normalità. Anche il divertimento viene regolato, ogni svago non approvato dalla propaganda scoraggiato e chiunque osi dubitare del Grande Fratello rischia di essere cancellato dal presente e dal passato.

La guerra è pace

la libertà è schiavitù

l’ignoranza è forza.

(Pagina 8 )

Sotto il Grande Fratello, l’intera struttura sociale viene amministrata da quattro ministeri. Il Ministero della Verità incaricato dell’informazione, dell’istruzione e delle arti, sempre adattate ai dogmi del Partito. Il Ministero della Pace dedicato alla guerra, il Ministero dell’Amore utilizzato per mantenere ordine e disciplina e, infine, il Ministero dell’Abbondanza deputato alla gestione economica.

La storia viene costantemente riscritta, così da allineare ogni evento alle previsioni ufficiali, sempre completamente sbagliate. I traditori vengono eliminati dai documenti, e ogni alleanza modificata retroattivamente, come se fosse sempre esistita. Persino le poesie vengono ricreate attraverso la Neolingua.

In questo ambiente vive Winston Smith, impiegato al Ministero della Verità, dove trascorre le giornate riscrivendo frammenti di passato.

“[…] l’Oceania era in guerra con l’Eurasia e alleata con l’Estasia. In nessun discorso pubblico o privato si faceva riferimento a momenti in cui le tre potenze fossero state allineate diversamente, eppure Winston sapeva bene che solo quattro anni prima l’Oceania era stata in guerra con l’Estasia e alleata con L’Eurasia. Si trattava, comunque, di una nozione casuale, furtiva, dovuta solo al fatto che la sua memoria non era del tutto sotto controllo.

(Pagina 37 )

Tuttavia, il suo crescente dubbio verso la propaganda, unito all’incapacità di applicare il Bipensiero, alimentava il desiderio di libertà e l’amore clandestino per Julia viene vissuto come atto di ribellione. Questa scelta, però, lo condurrà alla distruzione fisica e mentale.

“Lo chiamavano “controllo della realtà”. La parola in neolingua era: bipensiero.

(Pagina 38 )

Lessi questo libro per la prima volta a scuola, non ricordo se alle medie o alle superiori. Ricordo però il segno e l’angoscia che mi aveva lasciato. Ricordavo persino il finale e sapevo che avrei faticato a rileggerlo.

È un libro potente, serio, da affrontare con attenzione e con i piedi ben ancorati al presente. Altrimenti ci si perde.

Anche tra dieci o vent’anni avrà la stessa capacità di costringerci a interrogarci sul presente e sul futuro. Non consola: ci ricorda il pericolo dell’indifferenza, del linguaggio manipolato,  personalmente è l’aspetto che mi terrorizza di più, e della memoria collettiva alterata.

Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente”.

(Pagina 86 )

Il finale non è lieto: è una disfatta. Spaventa, ma fa riflettere. Credo che la potenza di questo libro stia proprio qui: non offre risposte, ma domande. E saremo noi a dover decidere cosa siamo disposti a sacrificare per sentirci al sicuro e liberi.

A chi lo consiglio

A tutti. Sembra una frase fatta, ma non lo è. Credo davvero che ognuno di noi dovrebbe leggere questo racconto, perché ci aiuterebbe a rimettere la nostra vita caotica, stressata e veloce nelle giuste proporzioni. E forse a renderla di nuovo un po’ più a misura d’uomo.

Un suggerimento spassionato

Il mio consiglio è di affrontare questo libro in una calda giornata primaverile o estiva, con il calore del sole che ci riscalda le braccia, lontano da qualsiasi componente informatico. Più spazio riusciremo ad anteporre tra noi e le parole di questo libro e più sarà possibile apprezzarle.

Dove puoi trovare “1984”

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Copertina del libro 1984 di G. Orwell
Copertina del libro 1984 di G. Orwell

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George Orwell, nato Eric Arthur Blair nel 1903 in India britannica, cresce tra due mondi: l’eco dell’impero e la concretezza dell’Europa del primo Novecento. Dopo gli anni a Eton, e per attenuare il senso di sradicamento, sceglie una strada inattesa: l’ingresso nella polizia imperiale in Birmania, dove il potere viene osservato dall’interno, insieme ai suoi meccanismi più rigidi.

Rientrato in Europa, vive tra Parigi e Londra, spesso ai margini, tra lavori precari e stanze fredde. Un’avventura che accende il suo esordio, Senza un soldo a Parigi e Londra, pubblicato con lo pseudonimo che lo accompagnerà per tutta la vita. Nel 1936 parte volontario per la guerra civile spagnola e torna con una ferita al collo e una certezza morale: ogni totalitarismo, di qualunque colore, tradisce l’uomo.

Negli anni Quaranta arriva la piena maturità. Con La fattoria degli animali e 1984 vengono costruite due parabole che continuano a interrogare il presente: il potere che manipola, il linguaggio che distorce, la libertà che si assottiglia. Orwell muore nel 1950, ma la sua scrittura resta un monito limpido contro ogni forma di controllo e autoinganno collettivo.

Altre opere

  • Un’impiccagione, A Hanging, 1931
  • L’uccisione dell’elefante, Shooting an Elephant, 1936
  • Senza un soldo a Parigi e Londra, Down and Out in Paris and London, 1933
  • Giorni in Birmania, Burmese Days, 1934
  • La figlia del reverendo, A Clergyman’s Daughter, 1935
  • Fiorirà l’aspidistra, Keep the Aspidistra flying, 1936
  • La strada di Wigan Pier, The Road to Wigan Pier, 1937
  • Omaggio alla Catalogna, Homage to Catalonia, 1938
  • Una boccata d’aria, Coming Up for Air, 1939
  • La fattoria degli animali, Animal Farm, 1945
  • 1984, Nineteen Eighty-Four, 1949
AutoreGeorge Orwell
EditoreMondadori
TraduzioniStefano Manferlotti
Prima pubblicazione1949
Lingua originaleInglese
Numero di pagine320
Genere letterarioFantascienza distopica
Età consigliata16+

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