L’Extraordinaire Voyage du fakir qui était resté coincé dans une armoire Ikea
L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio IKEA, anche detto il libro che mi dona il buon umore all’istante.
Libro debutto dello scrittore Romain Puéetolas nel 2013. La mia edizione è edita da Einaudi e risale al 2014; la traduzione è a cura di Margherita Botto.
Il contesto
Il romanzo, scritto nel 2013, riflette una società globalizzata post-2000 caratterizzata da mobilità internazionale, consumismo, (simbolizzato dall’IKEA) e temi come migrazione e traffico umano.
Ambientato in Europa e nel Mediterraneo, affronta tensioni sociali e multiculturalità attraverso episodi legati a migranti, integrando questi elementi in una narrazione ironica e surreale che trasforma l’atmosfera del decennio in una moderna favola picaresca.
Il libro
Un viaggio dall’India alla Francia, una banconota falsa da 100 euro, e un fachiro truffatore sono gli ingredienti con il quale questo racconto si presenta al lettore.
Giunto a Parigi e imbrogliando subito un taxista gitano che lo perseguiterà per tutta la vicenda, Ajatashatru si farà accompagnare al primo negozio IKEA raggiungibile, con lo scopo di passarci la notte – in fondo perché no? – per ripartire l’indomani con un nuovo letto di chiodi, pagato con l’unica banconota, falsa, che aveva con sé.
“Era una fotografia a colori di quel letto per fachiri in autentico pino svedese, tre varianti di colore, con chiodi (inossidabili) di altezza regolabile.”
(pagina 19)
Purtroppo, la sicurezza del centro commerciale non prevedeva che i visitatori potessero soggiornare all’interno delle loro stanze arredate e per fuggire da loro fu costretto a nascondersi dentro un armadio.
Per sfortuna l’armadio doveva essere spedito quella notte, fu quindi imballato e con tutto il suo contenuto caricato su di un camion. Direzione Inghilterra.
Fu così che iniziarono le peripezie di Ajatashatru e le sue nuove amicizie: dall’Inghilterra alla Spagna, dalla Spagna all’Italia e da Roma alla Libya, incontrando molti nuovi amici che gli offrirono nuovi occhi con cui guardare il mondo e dai quali imparò quanto potesse essere bello aiutare gli altri piuttosto che vivere continuamente nella menziona.
Tra incomprensioni, corse in mongolfiera, fughe all’interno di una valigia e libri scritti sulla camicia in compagnia di un cane, l’indiano oltre a percorrere quattro nazioni in una giornata, ripercorre anche la sua storia personale, sforzandosi ad ogni passo di essere un uomo migliore di quanto non lo fosse solo il giorno prima.
Conclusioni
Bello. Non mi verrebbe da aggiungere alto.
Ero in un periodo triste, avevo bisogno di ridere, ma ridere davvero e a cuor leggero. Fu allora che lo ripescai dalla mia libreria. Sapevo, perché lo avevo già letto, che era lui il libro di cui avevo bisogno.
E dopo la prima frase ne ebbi nuovamente la conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno.
[…] Ajatashatru (si pronuncia Ganascia-da gru)
[…] Ajatashatru (si pronuncia Accatta-sta-gru)
[…] Ajatashatru (si pronuncia Accasciati-Artù)
Si potrebbe continuare e l’autore lo ha fatto, fino alle ultime pagine.
Entriamo nel dettaglio
È sana l’ironia con la quale prende in giro tutti i suoi personaggi, senza eccezione, dal più ricco al piò povero, dal francese al romano. Non vi è differenza. Ed è questo il bello e la satira sana di queste pagine.
È un libro comico, che ti fa divertire a cuor leggero, e ti fa dimenticare di andare a dormire perché vuoi sapere cos’altro potrebbe mai capitare a questo fachiro sfortunato.
Non amate i libri comici? Nessun problema, tra le sue pagine potete trovare anche una dolcissima storia d’amore, tra due adulti che oramai avevano accantonato l’idea di avere la persona perfetta accanto a sé.
Non amate le storie d’amore? Ancora nessun problema. Questo libro racconta il riscatto di un uomo, nato nella povertà più spietata, senza l’affetto di un genitore ma allevato da una zia e con un cugino come unico amico vero. Cresciuto in un luogo talmente povero dove per sopravvivere ha dovuto imparare a mentire ed ingannare gli altri. Conoscendo altre persone però si rende conto di quanto possa essere bello fare qualcosa per il prossimo, in modo disinteressato e il suo lungo peregrinare di un giorno lo porta a ragionamenti per i quali non basterebbe una vita intera.
Ultima chiave di lettura, forse la più importante e profonda, l’autore aiutato dal suo piccolo fachiro, tocca i cuori dei lettori parlando della storia di Wiraj, un profugo che tentava di raggiungere l’Inghilterra sullo stesso furgone che aveva inghiottito Aja (per gli amici) e il suo armadio IKEA. Fu proprio grazie al fachiro, che il suo amico riuscì a tornare a casa, costruire una scuola e salvare dalla fame molte famiglie.
A chi lo consiglio
Sarebbe troppo facile scrivere “a tutti”. Lo consiglio a chi ha bisogno di una sferzata di buon umore, a chi ha bisogno di ridere e di staccarsi dalla vita di tutti i giorni. A chi apprezza avventure al limite del possibile.
Quasi quasi lo rileggo!
L’autore
Di origini franco ispaniche Romain Puértolas, è nato nel 1975 a Montpellier. Da dj, insegnante di lingue, traduttore, assistente di volo, illusionista e analista per la polizia di frontiera, si è spinto oltre fino a diventare lo scrittore di un bestseller internazionale pluripremiato.
Altre opere
- La bambina che aveva mangiato una nuvola grossa come la Tour Eiffel -2015.
- Re-vive l’empereur! – 2015
L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio IKEA – Scheda
| Autore | Romain Puértolas |
| Editore | Einaudi |
| Traduzioni | Margherita Botto |
| Prima pubblicazione | 2013 |
| Lingua originale | francese |
| Numero di pagine | 215 |
| Genere letterario | romanzo |
| Età consigliata | 16 anni |
