Il mondo perduto, titolo originale The lost world, del 1912 è probabilmente l’opera più famoda di Sir. Arthur Conan Doyle dopo il fortunatissimo ciclo delle avventure dedicate a Sherlock Holmes.
La mia copia è edita da Newton Compton editori, stampata nel 2025. Trattasi di un’edizione integrale a cura di Gianni Pilo.
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Il contesto
Quando Il mondo perduto uscì nel 1912, il mondo occidentale era attraversato da un entusiasmo quasi incrollabile per la scienza e per l’idea di progresso. Le mappe avevano ancora zone bianche, le spedizioni nell’Amazzonia e in Africa riempivano le pagine dei giornali e l’Europa guardava al resto del pianeta con l’arroganza coloniale tipica dell’epoca. È in questo clima che Conan Doyle immagina un altopiano isolato, popolato da creature preistoriche e da popoli “da classificare”, riflettendo perfettamente la mentalità scientifica e imperialista del suo tempo. Il romanzo non nasconde questo sguardo: lo utilizza per dare forma ai personaggi, alle loro certezze e ai loro limiti, restituendo un ritratto vivido di un’epoca convinta che ogni mistero potesse essere risolto con una spedizione e un taccuino.
Trama senza spoiler
Un professore di zoologia dal temperamento esplosivo e con una certa tendenza a risolvere i conflitti a suon di spintoni, dopo un viaggio in Sud America, rientra a Londra proclamando di aver scoperto un territorio remoto abitato da creature preistoriche. Con sé, porta solo un paio di fotografie rovinate e il disegno di un americano perito in un villaggio di nativi.
La comunità scientifica lo liquida come un visionario.
Edward Malone, giornalista del Daily Gazette, per compiacere la sua amata, accetta l’incarico di incontrare il recalcitrante professore Challenger nella sua casa privata, per strappargli il racconto di quella strana storia a cui nessuno credeva. Sapendo l’odio profondo che il professore nutre nei confronti dei giornalisti, i quali sono stati spesso da lui malmenati, si finge uno studente. Inutile dire che la finzione dura solo pochi istanti.
“C’è una sostanza nuova, chiamata cuticora o qualcosa del genere, che è meglio dell’arnica, contro i bernoccoli”.
(Pagina 36)
Fu questo il primo incontro tra i due e l’inizio dell’avventura comune. Dopo una prima zuffa, il professore invita il giornalista nella propria casa e gli racconta la sua avventura di un paio di anni prima.
L’avventura vera e propria inizierà qualche sera più tardi durante un convegno, quando il professor Summerlee, uno scettico collega di Challenger accetterà di prendere parte ad una spedizione per verificare la veridicità dei fatti. Alla spedizione si aggiungerà anche Lord John Roxton, un avventuriero di comprovata esperienza e Malone, incaricato di raccontare e trascrivere il viaggio.
A sorpresa li raggiungerà anche il professor Challenger, che contrastando il collega, prenderà il controllo della spedizione.
Tra battibecchi scientifici, viaggi a piedi e in canoe di bambù, attraversando le terre ancora inesplorate della giungla amazzonica riescono finalmente a raggiungere l’altopiano tanto decantato dal capo spedizione. Per la vendetta di una delle loro guide, che aveva un conto in sospeso con Lord John, ve ne rimangono però intrappolati.
Sull’altopiano, tra pericoli, trappole, animali feroci e esseri primordiali scoprono l’esistenza di un ecosistema all’interno del quale sopravvivono dinosauri come iguanodonti, pterodattili e tirannosauri.
Con un grido di terrore mi girai e corsi all’impazzata lungo il sentiero. Sentivo alle spalle il suo affannoso ansare… i suoi passi pesanti… e mi aspettavo di essere catturato da un momento all’altro. […]
(Pagina 143)
Nonostante i dinosauri e gli altri animali, il pericolo più grande lo corsero con la tribù di uomini-scimmia. Questi esseri primitivi attaccarono il loro riparo e rapirono tre di loro, ma grazie all’abilità di Roxton e a Malone, riuscirono a liberare sia se stessi che gli altri ostaggi.
Tra di loro si trovava il figlio del capo di una tribù di uomini primitivi che abitava l’altra metà dell’altopiano e da sempre in lotta contro gli uomini scimmia.
La vittoria degli indios e l’annullamento degli uomini-scimmia segnò il momento di svolta nelle nostre fortune. Da allora fummo praticamente i padroni dell’altopiano, […]
(Pagina 172)
Dopo la liberazione e la gratitudine degli indigeni la vita divenne più agevole e sicura, permettendo agli studiosi di catalogare e analizzare quanto avevano intorno e di trovare delle soluzioni per poter far ritorno in patria.
Rientrati finalmente a Londra, una folla agitata aspettava il loro resoconto.
Ma per sapere come si è conclusa l’avventura di un gruppo così intraprendente lascio la spiegazione alle ultima pagine del libro.
Mi limito a un consiglio pratico, nel caso vi trovaste a una futura rivelazione scientifica… chiudete le finestre.
Conclusioni
Un’avventura avvincente, piena di svolte inaspettate fino all’ultima pagina, Il mondo perduto è — almeno per me — una storia senza tempo, perfetta da rileggere in una sera d’estate. Tra le sue pagine si intravede con chiarezza la mentalità scientifica di inizio Novecento: entusiasmo, fiducia cieca nel progresso, ma anche l’arroganza coloniale e il bisogno di primeggiare. Doyle non li nasconde, anzi li amplifica per scolpire meglio i suoi personaggi.
È un romanzo che non chiede al lettore di credergli: gli chiede solo di seguirlo. Pagina dopo pagina, lasciandosi portare dall’imprevisto che spunta sempre un attimo prima di quanto ci si aspetti.
Dove puoi trovare “Il mondo perduto“
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L’autore Arthur Conan Doyle
Arthur Ignatius Conan Doyle nacque a Edimburgo il 22 maggio 1859 in una famiglia di origini irlandesi. La madre, grande lettrice, alimentò fin da subito la sua immaginazione, mentre il padre soffriva di problemi di alcolismo.
Studiò in collegi gesuiti in Inghilterra e Austria, esperienze dure e molto rigide, per poi iscriversi all’Università di Edimburgo, dove si laureò in Medicina e Chirurgia nel 1881. Qui conobbe il dottor Joseph Bell, celebre per le sue capacità deduttive e modello diretto per il futuro Sherlock Holmes.
Durante gli anni universitari iniziò a pubblicare racconti, tra cui Il mistero di Sasassa Valley (1879), e dopo la laurea lavorò come medico di bordo su una baleniera prima di aprire uno studio medico a Southsea, senza grande successo. Continuò però a scrivere con costanza.
Nel 1887 pubblicò Uno studio in rosso, il primo romanzo con Sherlock Holmes, che divenne presto un fenomeno culturale grazie ai racconti pubblicati sullo Strand Magazine. Nonostante il successo, Doyle si sentì spesso “prigioniero” del personaggio e tentò perfino di eliminarlo, salvo poi riportarlo in vita per la pressione dei lettori.
La sua produzione fu però molto più ampia: romanzi storici, avventure, fantascienza e opere soprannaturali. Tra queste spicca Il mondo perduto (1912), con il professor Challenger.
Negli ultimi anni si dedicò intensamente allo spiritualismo, tema che lo appassionò profondamente dopo la Prima guerra mondiale. Continuò a scrivere e a viaggiare fino alla morte, avvenuta il 7 luglio 1930 per un attacco cardiaco. Aveva 71 anni.
Altre opere – Ciclo di Sherlock Holmes
A study in scarlet, Uno studio in rosso, 1887.
The sing of four. Il segno dei quattro. 1890.
The adventure of Sherlock Holmes. Le avventure di Sherlock Holmes. 1892.
The memories of Sherlock Holmes. Le ultime avventure di Sherlock Holmes. 1894.
The Hound of Baskerville, Il mastino dei Baskerville. 1902.
The return of Sherlock Holmes, Il ritorno di Sherlock Holmes. 1905.
The valley of fear, La valle della paura. 1915.
His last bow, 1917.
The casebook of Sherlock Holmes, Il taccuino di Sherlock Holmes, 1927.
Altre opere – Ciclo del professor Challenger
The Lost World, Il mondo perduto, 1912.
The poison belt, La nube avvelenata, 1913.
The land of mist, la terra della nebbia, 1926.
When the World screamed, Quando la terra urlò, 1929.
The Disintegration Machine, La macchina disintegratrice, 1929.
Il mondo perduto – Scheda
| Autore | Arthur Conan Doyle |
| Editore | Newton Compton Editori |
| Traduzioni | Gianni Pilo |
| Prima pubblicazione | 1912 |
| Lingua originale | Inglese |
| Numero di pagine | 196 |
| Genere letterario | Romanzo fantascienza avventura |
| Età consigliata | tutte le età |
