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Il giro del mondo: avventura senza tempo

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8–12 minuti

Copertina de "Il giro del mondo in 80 giorni"

Il giro del mondo in 80 giorni, titolo orginale Le tour du monde en quatre-vingts jours, viene pubblicato per la prima volta nel 1873. È il libro che sancirà il trionfo di Jules Verne.

Sembrerebbe che le prime traduzioni in Italia siano arrivate già l’anno successivo, ma non ho informazioni certe su questo punto.


La mia copia è una prima edizione nel catalogo Universale Economica Feltrinelli, rientra nella linea editoriale I Classici e risale al 2014.

La nuova traduzione è ad opera di Stefano Valenti, mentre l’intessante postfazione, che vi consiglio di leggere, è di Davide Bidussa.


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Il periodo storico che ha dato ispirazione a Il giro è quello che vede un Europa entusiasta per il progresso tecnologico e scientifico e un Impero inglese nel momento della sua massima espansione.

Siamo nell’epoca del Positivismo, dove l’uomo vittoriano va incontro al mondo, certo di dominarlo e sicuro di sapere gestire la realtà, basandosi sulla fiducia incontrollabile della scienza e nelle capacità acquisite di dominare la natura.

Un mondo in cui le innovazioni iniziano a cambiare le vita quotidiana.

Forse dovremmo guardare al passato per capire come sopravvivere a questo presente?

Nasce in un epoca in cui il mondo sembra accelerare, in questo clima sicuro, certo della tecnologia, e dove l’idea di fare il giro del mondo in 80 giorni non è fantascienza, ma una sfida plausibile.

[…] Non viaggiava, descriveva una circonferenza. Era un corpo che tracciava un’orbita intorno al globo terrestre seguendo la legge della meccanica razionale.

(Pagina 68)

Phileas Fogg è uno di quei gentiluomini inglesi che sembrano usciti da un orologio: impeccabile, puntuale, impenetrabile. Nessuno sa davvero da dove provenga la sua fortuna, né cosa abbia fatto prima di diventare una presenza fissa del Reform Club.

[…] personaggio enigmatico del quale non si sapeva niente se non che era un grande galantuomo e uno dei più bei gentleman dell’alta società inglese.

(Pagina 9)

Nella sua vita scandita al minuto, l’unica novità è l’arrivo del nuovo domestico, Jean Passepartout, un francese che dopo una giovinezza un po’ troppo movimentata aspira finalmente alla tranquillità. E quale padrone migliore di un uomo che vive come un metronomo?

[…] Dopo aver avuto, come noto, una giovinezza alquanto vagabonda, aspirava al riposo. […]

(Pagina 17)

La quiete, però, dura pochissimo, nemmeno un giorno. Al Reform Club, una discussione sul progresso dei trasporti degenera in una scommessa audace: Fogg sostiene di poter compiere il giro del mondo in ottanta giorni. Non un minuto di più. Ventimila sterline sul tavolo, e una partenza fissata… per la sera stessa. Prima però deve finire la partita di Whist.

“Ma Mr Fogg, gli ottanta giorni è un tempo minimo.”

“Un tempo minimo, ben adoperato, è più che sufficiente.”

(Pagina 27)

Da Londra a Suez, poi verso Bombay e Calcutta: il viaggio si snoda tra piroscafi, treni e orari serrati. In India, la ferrovia si interrompe nel nulla e Fogg, senza battere ciglio, prosegue a dorso d’elefante. È qui che salva Auda, una giovane donna parsi destinata a un sacrificio rituale. Un gesto inatteso, che incrina per la prima volta la sua corazza di precisione.

Nel frattempo, l’ispettore Fix li segue come un’ombra. È convinto che Fogg sia il ladro che ha svaligiato la Banca d’Inghilterra e interpreta ogni sua mossa come una fuga. Il risultato? Ostacoli, ritardi, tentativi di sabotaggio, malintesi. Ma Mr. Fogg rimane imperturbabile: la sua calma è quasi un superpotere.

Da Calcutta a Hong Kong, poi a Yokohama, il viaggio diventa una corsa contro il tempo. Passepartout si perde, si ritrova, e Fogg continua a calcolare ogni ora come se fosse un’equazione.

Attraversano il Pacifico, arrivano a San Francisco e attraversano gli Stati Uniti tra attacchi dei Sioux, ponti crollati e persino un tratto in slitta. Ogni volta, la determinazione di Fogg sembra più forte degli imprevisti.

Quando finalmente rientrano in Europa l’ispettore Fix lo arresta. Solo dopo capisce l’errore, ma il tempo perso sembra fatale.

Fogg corre verso Londra, arriva con cinque minuti di ritardo… e crede di aver perso tutto.

O forse no?

Il giro del mondo in 80 giorni è un piccolo libro, ma sono nel formato. Nelle sue pagine racchiude un racconto immenso e pieno di sfaccettature, di possibilità di lettura, di agganci a temi svariati e perché no, anche avvincente nel suo incedere imperturbabile, e un po’ di corsa, tra una tappa e l’altra.

Leggendolo ti troverai ad un certo punto a pensare: “Corri Mr. Fogg! Corri!”

Iniziamo dal viaggio.

Mr. Fogg non è interessato a nulla se non a dimostrare che quello da lui affermato corrispondesse al vero, ovvero che fare il giro del mondo in 80 giorni forse assolutamente fattibile.

Non scende mai a terra, non si perde mai tra le vie esotiche delle città che visita, quel poco che scopriamo di quei luoghi lo sappiamo da Passepartout. Lui si che si perde, combina guai, si fa denunciare, si addormenta in un locale dove si consuma oppio e perde il suo padrone.

Veniamo poi all’ispettore Fix, che per una morbosa dedizione al suo lavoro e una descrizione sommaria del ladro della banca di Londra, si convince che quello strano uomo, sta prendendo in giro tutti e utilizza la scusa del giro in torno al mondo per scapparsene senza difficoltà. Lo crederà colpevole fino alla fine, e nulla, nemmeno gli atti eroici di Fogg scalfiranno quella sua convinzione.

Ora parliamo del progresso.

Verne utilizza questo libro per descrivere lo sviluppo tecnologico di quel periodo, non manca infatti di citare il porto di Brindisi, inaugurato da poco, per sottolineare quanto sia informato sul resto del mondo.

Passa poi a descrivere la nuova linea ferroviaria che attraversa l’India, peccato per quel tratto interrotto, di cui tutti erano a conoscenza tranne i nostri viaggiatori.

Pone quindi l’accento sulla tecnologia, ma in ogni tappa del suo libro, avviene sempre un imprevisto al quale lo sviluppo tecnologico non può porre rimedio. È sempre quasi per caso, aiutato da una fortuna che non lo abbandona mai, se Mr. Fogg riesce ad imbarcarsi sul mezzo giusto al momento giusto, oppure trova sempre un trasporto alternativo, non so se sia stato l’elefante o la slitta quello più scomodo.

Descrive un mondo completamente collegato, sulla carta. Mentre sono le persone, e non i mezzi di trasporto, che uniscono i collegamenti interrotti.

Di Phileas Fogg, alla fine del libro abbiamo capito qualcosa in più: è un eroe, ha salvato sia una sconosciuta e che il suo domestico, non accetta gli insulti, sarebbe tornato in America per regolare un conto in sospeso ed è un marinaio navigato, dato che ha manovrato l’ultima nave senza problemi.

Un dubbio ci rimane di questo strano gentiluomo: sarà partito consapevole di quello che andava incontro perché conosceva di persona quei luoghi oppure la sua conoscenza della geografia era solo accademica?

I temi per analizzare questo racconto sono talmente tanti che andrebbero raccolti in un libro, ma non è questa la sede.

Perché leggere Il giro del mondo in ottanta giorni

Rileggere questo libro per me è come riposarmi, come uscire un attimo dalla quotidianità ed entrare in un mondo che forse non vedremo più, ma che qualcuno ha vissuto con lo spirito dell’avventuriero.

È un racconto scorrevole, entusiasmante, divertente e dove i personaggi sanno farsi volere bene.

Personalmente già leggere il nome dei capitoli mi fa sorridere:

Capitolo decimo. Dove Passepartout è ben contento di cavarsela perdendo una scarpa.

Se cercate un libro piacevole, che vi aiuti a pensare ad altro, oppure che vi faccia venire voglia di prendere la valigia e partire questo è il libro che fa per voi.

Se non potete partire ancora meglio, salite a bordo delle sue pagine e fatevi trasportare.

Dovrete solo correre un pochino, sapete loro vanno di fretta!

Dove puoi trovare “Il giro del mondo in 80 giorni

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Copertina de "Il giro del mondo in 80 giorni"
Copertina de “Il giro del mondo in 80 giorni” di J. Verne

Jules Verne (1828–1905) nasce a Nantes e cresce circondato dal fascino dei porti e delle rotte marittime, che alimentano fin da subito la sua immaginazione. Il padre è un avvocato, mentre la madre discende da una famiglia che conta numerosi armatori e naviganti.

Nel 1839 si imbarca clandestinamente e redarguito dal padre, promette di non viaggiare mai più se non in sogno. Non sarà così.

Trasferitosi a Parigi per studiare diritto come il padre, scopre invece la vocazione letteraria grazie all’ambiente teatrale e agli incontri con autori come Dumas (figlio). Nel 1863 pubblica Cinque settimane in pallone e inaugura i “Viaggi straordinari”, la serie che lo renderà uno degli scrittori più letti al mondo. Con un metodo quasi scientifico e una curiosità inesauribile, Verne unisce avventura, geografia e anticipazioni tecnologiche, diventando uno dei padri della fantascienza moderna. Trascorre gli ultimi anni ad Amiens, dove muore nel 1905, lasciando un’eredità narrativa, composta da oltre sessanta libri, che continua a ispirare lettori e viaggiatori.

Nelle ultime pagine de Il giro del mondo in ottanta giorni potete reperire più informazioni, come ad esempio i rapporti con i famigliari, un nipote gli spara ad un piede, e le tre imbarcazioni che gli permettono di non rispettare la parola data al padre anni prima.

Principali opere

Cinque settimane in pallone – Cinq semaines en ballon (1863)

Viaggio al centro della Terra – Voyage au centre de la Terre (1864)

Dalla Terra alla Luna – De la Terre à la Lune (1865)

Le avventure del capitano Hatteras – Voyages et aventures du capitaine Hatteras (1866–67)

I figli del capitano Grant – Les Enfants du capitaine Grant (1867–68)

Ventimila leghe sotto i mari – Vingt mille lieues sous les mers (1869–70)

Intorno alla Luna – Autour de la Lune (1870)

Una città galleggiante – Une ville flottante (1871)

Avventure di tre russi e tre inglesi nell’Africa australe – Aventures de trois Russes et de trois Anglais dans l’Afrique australe (1872)

Il paese delle pellicce – Le Pays des fourrures (1873)

Il giro del mondo in 80 giorni – Le Tour du monde en quatre-vingts jours (1873)

L’isola misteriosa – L’Île mystérieuse (1874–75)

I naufraghi del Chancellor – Le Chancellor (1875)

Michele Strogoff – Michel Strogoff (1876)

Le Indie nere – Les Indes noires (1877)

Ettore Servadac – Hector Servadac (1877)

Un capitano di quindici anni – Un capitaine de quinze ans (1878)

I cinquecento milioni della Bégum – Les Cinq Cents Millions de la Bégum (1879)

Le tribolazioni di un cinese in Cina – Les Tribulations d’un Chinois en Chine (1879)

La casa a vapore – La Maison à vapeur (1880)

La Jangada – La Jangada (1881)

La scuola dei Robinson – L’École des Robinsons (1882)

Il raggio verde – Le Rayon vert (1882)

Keraban il testardo – Kéraban-le-Têtu (1883)

La stella del Sud – L’Étoile du Sud (1884)

L’arcipelago in fiamme – L’Archipel en feu (1884)

Mathias Sandorf – Mathias Sandorf (1885)

Un biglietto della lotteria – Un billet de loterie (1886)

Robur il conquistatore – Robur-le-Conquérant (1886)

Nord contro Sud – Nord contre Sud (1887)

La strada per la Francia – Le Chemin de France (1887)

Due anni di vacanze – Deux ans de vacances (1888)

Famiglia senza nome – Famille-sans-nom (1889)

Il mondo sottosopra – Sans dessus dessous (1889)

César Cascabel – César Cascabel (1890)

Mistress Branican – Mistress Branican (1891)

Il castello dei Carpazi – Le Château des Carpathes (1892)

Claudius Bombarnac – Claudius Bombarnac (1893)

Le mirabolanti avventure di mastro Antifer – Mirifiques Aventures de maître Antifer (1894)

L’isola a elica – L’Île à hélice (1895)

Di fronte alla bandiera – Face au drapeau (1896)

Clovis Dardentor – Clovis Dardentor (1896)

La sfinge dei ghiacci – Le Sphinx des glaces (1897)

Il superbo Orinoco – Le Superbe Orénoque (1898)

Il testamento di uno stravagante – Le Testament d’un excentrique (1899)

Seconda patria – Seconde Patrie (1900)

AutoreJules Verne
EditoreFeltrinelli
TraduzioniStefano Valenti
Prima pubblicazione1873
Lingua originalefrancese
Numero di pagine277
Genere letterarioRomanzo d’avventura
Età consigliatatutte le età

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